Torino sta vivendo una trasformazione significativa nel campo dell’intelligenza artificiale grazie all’arrivo di due importanti infrastrutture: AI Foundry Peano e il nuovo spazio dell’Università di Torino alle OGR Tech. Queste novità stanno posizionando la città come un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica in Europa.
L’AI Foundry Peano progettata dall’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I) è una piattaforma di calcolo avanzato che integra supercalcoloservizi cloud e ambienti di sviluppo. La sua missione è accelerare il passaggio dall’innovazione alla produzione, offrendo strumenti avanzati a ricercatori, startup e imprese per sviluppare soluzioni basate sull’IA.
AI Foundry Peano: un passo avanti per l’IA in Italia
La presentazione di AI Foundry Peano è avvenuta alle OGR Torino e rappresenta un traguardo importante per l’AI4I che ha visto la sua infrastruttura entrare nella TOP500 la classifica dei supercomputer più potenti al mondo. Questo progetto rafforza il ruolo dell’Istituto come infrastruttura nazionale dedicata all’intelligenza artificiale.
Fabio Pammolli, presidente di AI4I, ha dichiarato: “Con la Foundry Peano consolidiamo il ruolo dell’Istituto come infrastruttura nazionale per l’intelligenza artificiale, rafforzando le ricadute sul sistema della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo industriale.”
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo ha sottolineato come la presenza di AI4I rafforzi il ruolo della città come polo europeo dell’innovazione. “Torino – ha affermato – conferma la sua vocazione di laboratorio del futuro, capace di unire imprese, università e ricerca.”
L’università di Torino alle OGR: un ponte tra ricerca e imprese
Il nuovo spazio dell’Università di Torino alle OGR Tech è stato inaugurato il 13 luglio 2026. Questo hub di innovazione, supportato dalla Fondazione Crt ha l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra la ricerca accademica, il tessuto aziendale, le startup e le istituzioni del territorio.
Cristina Prandi, rettrice dell’Università di Torino, ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa: “L’innovazione è oggi una dimensione imprescindibile della missione dell’università, che non può restare confinata nei laboratori.”
Il nuovo presidio all’interno delle OGR Tech è strutturato come un punto operativo polifunzionale. Lo spazio ospiterà attività di networking eventi tematici e iniziative volte a valorizzare la ricerca e le infrastrutture scientifiche. I docenti, i ricercatori e il personale impegnato nel trasferimento tecnologico potranno operare a stretto contatto con startup, imprese e investitori.
Innosfera: il portale per l’innovazione
All’interno della programmazione dello spazio, un’attenzione specifica sarà riservata alle infrastrutture di ricerca e alle piattaforme scientifiche di UniTo, promuovendone l’impiego come strumenti di cooperazione con il mondo produttivo, in particolare con le PMI e le startup. In questo quadro si inserisce anche il potenziamento di Innosfera il portale web dell’Università di Torino dedicato all’innovazione.
Il portale espande la propria funzione istituzionale, proponendosi come punto di accesso semplificato alle competenze, ai servizi e alle opportunità di sviluppo e trasferimento delle conoscenze generate dai laboratori e dalle aule dell’Ateneo.
Filosofi e ingegneri insieme per l’AI
Alle OGR, l’università ha portato una domanda cruciale: serve davvero un filosofo per fare intelligenza artificiale? La risposta, sempre più spesso, è sì. Davide Canavesio, AD delle OGR Torino, ha affermato: “Tutte le più grandi aziende che sviluppano AI assumono filosofi.”
L’innovazione nasce da un incontro, ha spiegato Canavesio. “Un ricercatore che incrocia uno startupper, un imprenditore che si confronta con un docente, un investitore che vede una tecnologia prima che diventi prodotto. Sono connessioni difficili da programmare, ma che si possono innescare creando il contesto giusto.”
Il profilo di chi oggi lavora sull’AI è cambiato. “Per decenni la tecnologia ha parlato il linguaggio della matematica, oggi la macchina parla il nostro”, ha aggiunto Canavesio. I modelli generativi hanno reso evidente che l’intelligenza artificiale è sempre più una questione di linguaggiocontesto e significato.
Le aziende faticano a trovare queste professionalità. Non mancano sviluppatori e programmatori. “Le figure da cercare sono i traduttori, capaci di fare da ponte tra una possibilità tecnologica e un’esigenza di business, tra ciò che l’AI può fare e ciò che ha senso fare”, ha concluso Canavesio.



