Un passo da gigante nel campo della chirurgia traumatologica. Al Cto di Torino presso l’Ortopedia e Traumatologia universitaria diretta dal professor Alessandro Massè è stato eseguito il primo intervento in Italia per il trattamento delle fratture di bacino mediante tecnica mininvasiva endoscopica endopelvica.
Questa innovativa procedura, che utilizza una telecamera da 5 mm e strumenti dedicati attraverso tre piccole incisioni nella parete addominale, rappresenta un’autentica rivoluzione nel trattamento di traumi complessi e potenzialmente mortali.
La tecnica endoscopica: meno invasività, più efficacia
Le fratture di bacino sono traumi complessi che, tradizionalmente, richiedono interventi chirurgici molto invasivi. La nuova tecnica, invece, permette di ridurre significativamente l’invasività, con benefici tangibili per i pazienti.
Grazie a questa metodica, i pazienti possono deambulare già dal giorno successivo all’intervento, con una riduzione delle complicanze e un recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale. La tecnica è stata applicata con successo su un paziente di 56 anni che aveva subito una frattura instabile del bacino a seguito di un incidente sul lavoro.
Collaborazione e formazione: il segreto del successo
Il successo di questa innovativa procedura è frutto di una stretta collaborazione tra diversi reparti dell’ospedale. Fondamentale è stata la collaborazione con la Clinica Urologica universitaria dell’ospedale Molinette di Torino diretta dal professor Paolo Gontero che ha permesso di eseguire gli interventi con elevati standard di sicurezza grazie alla consolidata esperienza in chirurgia laparoscopica e robotica.
La formazione specifica del personale infermieristico di sala e il supporto del servizio di Anestesia e Rianimazione diretto dal dottor Maurizio Berardino hanno ulteriormente contribuito al successo di questa metodica. Gli interventi sono stati eseguiti da un team di esperti, tra cui il dottor Michele Nardi il dottor Matteo Giachino il dottor Luca Rollero il professor Alessandro Aprato e l’urologo dottor Marco Allasia.
I primi risultati: recuperi più brevi e senza complicanze
I primi casi trattati con questa metodica hanno rispettato le attese, con recuperi più brevi e in assenza di complicanze. Questo risultato è il frutto di un percorso di formazione internazionale, di una consolidata attività di ricerca e della costante attenzione all’innovazione che contraddistinguono i professionisti del Cto di Torino.
Il Cto di Torino: un centro di eccellenza per traumi complessi
Il Cto di Torino è un centro di riferimento regionale per patologie complesse o rare, tra cui politraumimicrochirurgiachirurgia vertebrale e oncologia ortopedica. In particolare, la Regione Piemonte è l’unica ad avere definito, nel contesto della rete regionale delle patologie traumatiche, un centro di riferimento per la patologia complessa di anca e bacino.
Questa concentrazione di competenze permette ai chirurghi di partecipare con gruppi internazionali allo sviluppo di nuove tecniche chirurgiche, con l’obiettivo di offrire ai pazienti trattamenti sempre più efficaci, sicuri e moderni.
“L’introduzione della chirurgia endoscopica in questa tipologia di intervento è il risultato di un percorso di formazione internazionale, di una consolidata attività di ricerca e della costante attenzione all’innovazione che contraddistinguono i professionisti dei nostri ospedali”, dichiara Livio Tranchida direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.



