Il 14 ottobre, nella sede torinese dell’Università del Piemonte Orientale, il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi ha pronunciato un intervento che ha acceso i riflettori su una tematica sempre più pressante: la progressiva chiusura della ricerca sull’intelligenza artificiale ai soli ambienti aziendali.
Nel contesto della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa Parisi ha ricordato che, un decennio fa, la maggior parte dei progetti di IA erano condotti in università e istituzioni pubbliche, consentendo alla comunità di conoscere pienamente le metodologie e le finalità. Oggi, gran parte di quell’attività è avvolta da un segreto industriale rendendo difficile la trasparenza e la valutazione da parte della società.
Segretezza dell’IA e necessità di una ricerca pubblica
Secondo il premio Nobel, per evitare che l’intelligenza artificiale diventi un potere occultato è fondamentale riportare la ricerca all’interno del settore pubblico. Parisi ha sottolineato che sono indispensabili grandi investimenti pubblici a livello europeo perché solo con risorse condivise sarà possibile prevedere le evoluzioni future, un aspetto attualmente assente. L’assenza di dati chiari, ha avvertito, può generare preoccupazioni sia a livello economico che sociale.
Dieci anni di trasformazione: da università a segreto industriale
Nel suo discorso, Parisi ha tracciato il percorso degli ultimi dieci anni, evidenziando come la ricerca sull’IA sia passata da laboratori accademici a centri di sviluppo protetti da accordi di riservatezza. Questa evoluzione ha ridotto la possibilità di monitorare gli esperimenti, rendendo più difficile valutare i potenziali rischi sociali e le implicazioni etiche. Per il fisico, la mancanza di monitoraggio è un segnale di allarme che richiede un intervento pubblico immediato.
Regolamentazione, investimenti UE e impatto ambientale
Parisi ha inoltre evidenziato le lacune delle normative attuali, affermando che le leggi vigenti non sono sufficienti per regolare un settore così dinamico. Per elaborare una legislazione efficace è necessario comprendere in dettaglio i meccanismi operativi, ma non è praticabile affidarsi a consulenti di aziende private. Ha inoltre collegato il dibattito sull’IA al problema dei data center suggerendo che l’imposizione di una neutralità energetica potrebbe risolvere gran parte delle preoccupazioni ambientali, evitando così impatti negativi sul clima.
Rallentare lo sviluppo: una proposta globale
Di fronte alla possibilità di un rallentamento nello sviluppo dell’IA, Parisi ha sostenuto che qualsiasi misura di contenimento debba avvenire su scala mondiale; altrimenti, sarebbe inefficace. Ha inoltre rimarcato la difficoltà di attuare una tregua nel contesto attuale, segnato da una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che rende più complesso qualsiasi accordo internazionale.



