8 Giugno 2026 ☁ 22°

Intelligenza artificiale e reati informatici: il caso di Novara

Un quarantenne di Novara è sotto indagine per aver creato e diffuso immagini sessualmente esplicite manipolate con l'intelligenza artificiale. La Polizia di Stato ha eseguito una perquisizione.

Intelligenza artificiale e reati informatici: il caso di Novara

In un’epoca in cui la tecnologia avanza a passi da gigante, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata sia per scopi positivi che negativi. A Novara, un uomo di quarant’anni è finito nel mirino delle autorità per aver sfruttato questa tecnologia per scopi illeciti. La Polizia di Stato ha eseguito una perquisizione locale, personale e informatica a carico dell’uomo, su delega della Procura della Repubblica di Novara.

La denuncia e l’inizio delle indagini

Tutto è iniziato lo scorso dicembre, quando una giovane donna ha presentato una denuncia alla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Novara. La vittima aveva scoperto che alcune sue immagini private, prive di connotazioni sessuali, erano state manipolate con l’intelligenza artificiale per renderle esplicite e poi diffuse su canali di messaggistica istantanea come Telegram, a cui avevano accesso centinaia di persone.

Il metodo utilizzato dall’indagato

L’uomo individuava sui profili social delle ragazze fotografie innocue, le scaricava e, utilizzando specifici software di intelligenza artificiale, le modificava digitalmente per denudare i soggetti. Queste immagini manipolate venivano poi diffuse su piattaforme di messaggistica istantanea. Durante la perquisizione, la Questura di Novara ha recuperato elementi significativi che attestano la pubblicazione di materiale esplicito riferibile anche ad altre giovani vittime, in fase di identificazione.

L’applicazione della nuova legge sui reati informatici

Il caso di Novara rientra pienamente all’interno della recente previsione legislativa che punisce severamente, ai sensi dell’articolo 612-quater del Codice Penale, la diffusione non consensuale di immagini create o alterate attraverso sistemi di intelligenza artificiale. La legge mira a proteggere le vittime di revenge porn e di altre forme di abuso digitale.

Il clamore suscitato dalla vicenda ha spinto altre giovani vittime a uscire allo scoperto e a presentare formale denuncia alle autorità competenti. Questo caso rappresenta un esempio lampante di come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per scopi criminali e sottolinea l’importanza di una legislazione adeguata per contrastare questi fenomeni.

La tecnologia, se utilizzata in modo responsabile, può essere un potente strumento di progresso. Tuttavia, è fondamentale che le autorità e la società civile siano pronte a fronteggiare le sfide etiche e legali che essa comporta. Il caso di Novara serve da monito e da spunto di riflessione su come proteggere meglio le vittime di abusi digitali e garantire che l’intelligenza artificiale sia utilizzata per il bene comune.

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