Il Consiglio regionale del Piemonte ha compiuto un passo significativo verso la transizione energetica approvando una nuova legge che disciplina l’installazione di pannelli fotovoltaici nel territorio regionale. L’obiettivo è ambizioso: raggiungere entro il 2030 la produzione di quasi 5 Gigawatt di energia da fonti rinnovabili, senza compromettere le coltivazioni di pregio e il paesaggio agricolo.
La legge, presentata dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati punta a preservare le aree agricole più pregiate, privilegiando l’installazione di pannelli su tetticoperture di parcheggi e cave in disuso. Questo approccio mira a bilanciare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del patrimonio agricolo e della biodiversità.
Le aree idonee per l’installazione fotovoltaica
La nuova normativa individua con precisione le aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici, evitando un consumo indiscriminato del suolo. Tra queste, terreni marginaliaree degradateex cavediscariche esauritecoperture e edifici industriali. Questa scelta riflette l’impegno del Piemonte a promuovere una transizione ecologica sostenibile, nel rispetto del territorio e delle sue risorse.
“Con questa legge abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati: dare regole chiare e certezze agli investitori e sbloccare la burocrazia di un settore fondamentale per la nostra transizione ecologica”, ha affermato Marnati. “Questa norma però non è una liberalizzazione selvaggia del consumo di suolo: abbiamo individuato con precisione le aree che rappresentano la scelta ottimale sotto il profilo ambientale.”
La tutela del suolo agricolo
Un aspetto cruciale della legge è la tutela del suolo agricolo. Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco ha sottolineato l’importanza di preservare le coltivazioni di pregio e il paesaggio rurale. “Sì alla transizione energetica, ma senza consumare il nostro patrimonio agricolo”, ha dichiarato Nicco.
La legge stabilisce che solo lo 0,8 per cento della superficie agricola utilizzata regionale può essere destinata a impianti fotovoltaici. Questo limite può essere elevato al 2 per cento per gli impianti destinati all’autoconsumo industriale e alle Comunità Energetiche Rinnovabili con un massimo del 3 per cento per progetti specifici.
Nicco ha inoltre evidenziato il ruolo attivo dei Comuni nella pianificazione territoriale. “Abbiamo voluto evitare regole calate dall’alto, affidando ai Comuni la possibilità di pianificare in modo consapevole, nel rispetto di limiti ben definiti”, ha affermato. Questo approccio permette di adattare le soluzioni alle specifiche esigenze dei territori, garantendo un equilibrio tra sviluppo energetico e tutela ambientale.
Il futuro del fotovoltaico in Piemonte
La nuova legge rappresenta un passo avanti significativo nella strategia energetica del Piemonte. “Prima di utilizzare nuovi terreni agricoli, dobbiamo sfruttare tetti, parcheggi, aree industriali, cave dismesse e siti da recuperare”, ha rimarcato Nicco. “È questa la vera sfida: produrre più energia rinnovabile consumando meno suolo possibile.”
Con questa legge, il Piemonte manda un messaggio chiaro: la transizione ecologica si costruisce senza contrapporre ambiente e agricoltura. L’obiettivo è raggiungere 5 Gigawatt di energia rinnovabile entro il 2030, preservando al contempo le coltivazioni di pregio e il paesaggio rurale.



