Il mondo della scienza e dell’agricoltura piange la scomparsa di Angelo Garibaldi, professore emerito di Patologia vegetale all’Università di Torino. Nato nel 1938 a Cipressa, in provincia di Imperia, Garibaldi ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della fitopatologia, dedicando oltre sessant’anni alla ricerca e all’insegnamento.
La sua scomparsa, avvenuta il 9 luglio, è stata annunciata da Coltivato, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, che ha ricordato il suo contributo scientifico e umano. Garibaldi proveniva da una famiglia di floricoltori, una passione che lo ha accompagnato per tutta la vita e che ha influenzato la sua carriera accademica.
Una carriera dedicata alla scienza e all’insegnamento
Durante la sua illustre carriera, Garibaldi ha ricoperto numerosi ruoli di prestigio, tra cui quello di preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, pro-rettore e presidente del Centro di Competenza Agroinnova che ha co-fondato. Autore di oltre mille pubblicazioni scientifiche, ha formato generazioni di studenti e ricercatori, unendo ricerca e applicazioni concrete per risolvere problemi delle colture.
Garibaldi era conosciuto come il ‘Dottor Fiori’ per i suoi studi sulle malattie delle piante ornamentali e per la scoperta di numerosi patogeni. La sua curiosità e il suo rigore scientifico lo hanno reso un punto di riferimento non solo in Italia, ma in tutto il mondo.
Il salvatore del pesto e altre scoperte fondamentali
Tra i suoi lavori più noti figurano le ricerche sulle malattie del basilico, che hanno contribuito alla tutela di una coltura simbolo del territorio e gli sono valsi il soprannome di ‘salvatore del pesto’. Le sue scoperte hanno avuto un impatto significativo sull’agricoltura italiana, proteggendo una delle colture più preziose del paese.
Maria Lodovica Gullino, direttore scientifico di Coltivato, ha ricordato Garibaldi come ‘un uomo di scienza autentico, capace di guardare avanti fino all’ultimo giorno’. La sua curiosità, la sua gentilezza e il rigore trasmesso a intere generazioni di ricercatori e agricoltori rimarranno un esempio per tutti coloro che operano nel campo della fitopatologia.
La scomparsa di Angelo Garibaldi lascia un vuoto incolmabile, ma la sua eredità scientifica e umana continuerà a ispirare future generazioni di scienziati e agricoltori.



