10 Settembre 2026 ☁ 23°

Algae invasion in the Po River: the environmental crisis in Turin

Il Po a Torino è invaso da alghe e piante acquatiche a causa del caldo estremo e della siccità prolungata. Scopri come questa emergenza ambientale sta mettendo a rischio l'ecosistema del fiume

Algae invasion in the Po River: the environmental crisis in Turin

Il fiume Po a Torino sta vivendo una delle sue peggiori crisi ambientali. Le alte temperature e la prolungata siccità hanno ridotto la portata del fiume del 50%, creando le condizioni ideali per la proliferazione di alghe e piante acquatiche invasive. Questo fenomeno, che dura ormai da oltre un mese, sta mettendo a dura prova l’equilibrio dell’ecosistema fluviale e le attività umane lungo le sue rive.

La proliferazione incontrollata di alghe e piante invasive

Le immagini di San Mauro Torinese mostrano un fiume irriconoscibile, ricoperto da una fitta distesa di alghe. Questo fenomeno, già osservato nelle scorse settimane nel tratto torinese, sta causando gravi problemi alla fauna acquatica e agli animali che frequentano il fiume. Le alghe, infatti, possono ostacolare la respirazione degli organismi acquatici e alterare la qualità delle acque.

La proliferazione delle alghe è favorita dalle elevate temperature e dalla scarsa corrente del fiume. Le piante acquatiche invasive, come la Lagarosiphon major stanno approfittando di queste condizioni per diffondersi rapidamente. Questo fenomeno non solo altera l’aspetto del fiume, ma può anche compromettere le attività di navigazione e i circoli remieri che operano lungo le sue rive.

Le misure adottate e i limiti dell’intervento

Per fronteggiare questa emergenza, è stato attivato un tavolo tecnico a Torino. Le ruspe sono state impiegate per rimuovere decine di tonnellate di alghe, ma i risultati finora ottenuti non sono stati significativi. La rimozione meccanica, infatti, non risolve il problema alla radice e può addirittura favorire la proliferazione di nuove alghe.

Le autorità stanno valutando altre soluzioni, come l’uso di prodotti chimici specifici per contrastare la crescita delle alghe. Tuttavia, questa opzione presenta rischi per l’ecosistema e deve essere attentamente ponderata. Nel frattempo, la situazione continua a peggiorare, con il fiume che diventa sempre più una distesa verde.

L’impatto del caldo estremo e della siccità

Il caldo estremo e la siccità prolungata stanno avendo un impatto devastante non solo sul Po, ma su tutto il Piemonte. Le temperature record registrate a Torino, con massime che superano i 35°C e minime che non scendono sotto i 20°C, stanno mettendo a dura prova la popolazione e l’ambiente. Nel solo giugno 2026, sono state contate 18 notti tropicali, un record assoluto per la città.

La siccità ha anche aumentato il rischio di incendi, con circa 993 ettari già percorsi dal fuoco nei primi giorni di luglio. La situazione idrica si sta avvicinando a quella del 2026, l’anno più secco mai registrato. Le previsioni non lasciano spazio a ottimismo, con il caldo che dovrebbe resistere fino al 20 luglio.

Le autorità stanno cercando di mitigare gli effetti del caldo con varie misure, come l’apertura di centri climatizzati e la piantumazione di nuovi alberi lungo i viali. Tuttavia, queste iniziative sembrano insufficienti di fronte alla gravità della situazione. La popolazione è chiamata a fare la sua parte, adottando comportamenti responsabili per ridurre il consumo di acqua e l’emissione di gas serra.

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