9 Giugno 2026 ☀ 20°

La crescita dell’Ana Valsusa tra famiglie locali e adunate commemorative

Un ritratto della sezione ANA Valsusa: dalla figura di Ettore Miglia all'espansione nei paesi della Val di Susa e alla mobilitazione commemorativa del 25 luglio 1926 al Colle del Sestriere

La crescita dell’Ana Valsusa tra famiglie locali e adunate commemorative

La storia della sezione ANA Valsusa si radica in persone, legami familiari e attaccamento al territorio. Al centro di questa vicenda emergono figure che, con ruoli civili e militari, hanno segnato la presenza degli Alpini nella valle. Le vicende raccontate si svolgono principalmente in Susa e in altri paesi della Val di Susadove la partecipazione locale e l’organizzazione dei gruppi hanno favorito una significativa diffusione dell’associazione.

Il filo che collega istituzione, famiglia e cerimonie pubbliche è quello della memoria collettiva: il ricordo dei caduti, le adunate e la costruzione di una rete di sezioni hanno trasformato un movimento militare in un patrimonio sociale della valle. Nei paragrafi seguenti vengono ricostruiti i passaggi principali di questa crescita e i protagonisti diretti.

Il ruolo di Ettore Miglia e la famiglia segusina

Al centro della vicenda c’è il Capitano Ettore Migliaavvocato di origine segusina eletto presidente della sezione. La sua presenza alla guida consolidò il rapporto tra l’associazione e la comunità locale: proveniente da una famiglia nota nella valle, Ettore era il primo di quattro figli e mise a frutto un peso sociale che già apparteneva ai suoi genitori. Il padre, anch’egli chiamato Luigiaveva ricoperto la carica di sindaco di Susa, mentre la madre, Matilde Neveuxcompletava il profilo di una famiglia contraddistinta da impegni civili e pubblici.

Fratelli con ruoli pubblici e sportivi

Tra i fratelli di Ettore si distingue Luigianch’egli avvocato, che proseguì nella tradizione professionale di famiglia. Un altro fratello, Alessandrosi fece notare per un percorso diverso: fu pilota e prese parte alle famose trasvolate atlantiche guidate da Italo Balboelemento che dimostra come i legami familiari spaziassero dai ruoli pubblici alla notorietà nazionale. Questa varietà di esperienze contribuì a dare autorevolezza alla sezione locale degli Alpini e a rafforzare la sua immagine nella comunità.

L’espansione dei gruppi in Val di Susa (1923-1928) e le adunate commemorative

Sotto la presidenza di Ettore Miglia la sezione conobbe una fase di netta crescita: tra il 1923 e il 1928 si costituirono gruppi in numerosi paesi della valle. Località come NovalesaVenausMompanteroAlmeseSant’AmbrogioSant’Antonino e Susa videro nascere nuclei locali che aumentarono l’adesione degli ex-combattenti e dei giovani in leva. Questa capillarità trasformò l’associazione in una presenza stabile e diffusa, capace di coinvolgere borghi e comunità diverse lungo la valle.

Presenza territoriale e partecipazione

La ramificazione dei gruppi rese la sezione ANA Valsusa estremamente florida: l’afflusso di iscritti è spiegabile con il combinarsi di prestigio familiare, organizzazione locale e partecipazione pubblica. L’adesione non fu solo numerica, ma anche culturale: gli Alpini divennero punti di riferimento per la vita civile dei paesi e per il mantenimento delle tradizioni legate all’ambito militare e al territorio.

La commemorazione del 25 luglio 1926 al Colle del Sestriere

Uno degli episodi più significativi della stagione di affermazione fu la giornata commemorativa tenutasi il 25 luglio 1926 al Colle del Sestriere. In quell’occasione l’intera comunità si raccolse per ricordare i Caduti della valle Dora-Sangone, manifestazione che unì lo spirito alpino al dovere della memoria storica. L’evento fu documentato anche negli archivi ufficiali e divenne simbolo della volontà di conservare il ricordo dei sacrifici della Grande Guerra.

Le adunate combattentistiche, di cui quella al Sestriere è un esempio significativo, svolsero una funzione pubblica e civile: non solo rievocazione, ma anche momento di coesione sociale. La partecipazione massiccia alle cerimonie consolidò la reputazione della sezione e rafforzò i legami tra i gruppi appena costituiti nei vari paesi della valle.

Nel complesso, la vicenda dell’Ana Valsusa sotto la guida di Ettore Miglia illustra come protagonisti locali, dinamiche familiari e cerimonie pubbliche possano intrecciarsi per costruire la memoria di una comunità. L’espansione tra il 1923 e il 1928 e la scelta di celebrare pubblicamente i Caduti al Colle del Sestriere il 25 luglio 1926 restano tappe chiave di questa storia, che ancora oggi rivela il profondo rapporto tra gli Alpini e la Val di Susa.

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