Le ultime immagini circolate sui social network mostrano Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo della polizia a Bologna, in uno stato di evidente disorientamento e difficoltà. Le riprese, girate poco dopo la chiamata dei residenti che segnalavano un uomo in difficoltà, mostrano un uomo senza scarpe, sdraiato a terra, con uno sguardo perso.
Queste immagini contrastano con la narrazione di un uomo violento, mostrando invece una persona in evidente stato confusionale. In uno dei video, si vede un agente invitare Fakir alla calma, mentre in un altro un residente si avvicina con una moto, guarda la scena e poi si allontana. Le immagini pongono interrogativi sulle dinamiche dell’intervento e sulle condizioni di Fakir prima del fermo.
L’avvocato della famiglia denuncia interferenze politiche
Mentre l’autopsia è ancora in corso e gli accertamenti tecnici devono stabilire le cause della morte, l’avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo, ha denunciato una interferenza politica sull’inchiesta. Anselmo, noto per aver difeso la famiglia di Stefano Cucchi, ha criticato le dichiarazioni dei vertici del governo, arrivate prima della conclusione degli accertamenti.
Nel mirino dell’avvocato ci sono le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, del ministro Matteo Salvini e soprattutto quelle del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha affermato di essere sicuro che ci sia stata tutta l’attenzione, adeguatezza e ponderatezza nell’operato degli agenti. Secondo Anselmo, queste dichiarazioni rappresentano una pressione sull’indagine e un’interferenza sulla magistratura.
Le preoccupazioni dell’avvocato Anselmo
Anselmo ha espresso preoccupazione per il clima che si è creato attorno all’inchiesta, definendolo grottesco. Ha criticato l’esposizione mediatica del caso e le visite dei ministri alla questura di Bologna, che ha ricevuto l’incarico delle indagini. Secondo l’avvocato, queste azioni potrebbero condizionare il lavoro della magistratura.
“È ipocrita dire: ‘Non voglio interferire nella magistratura, però quella manovra è stata corretta e gli agenti sono stati corretti’,” ha dichiarato Anselmo. “Forse sarebbe il caso che il ministro Piantedosi frequentasse la scuola di polizia di Pescara, dove da 20 anni viene insegnato come quella manovra deve essere fatta e come non deve essere fatta perché è molto pericolosa.”
Manifestazioni per chiedere giustizia
Intanto, a Napoli, un migliaio di persone ha partecipato a un flash mob per chiedere giustizia e verità per Abderrahim Fakir. I manifestanti hanno sfilato contro quello che definiscono uno stato di polizia un paese in cui le forze dell’ordine vengono utilizzate per reprimere il dissenso. Tra i portavoce della protesta, Enzo de Vincenzo del sindacato usb e Mariema Faye del movimento rifugiati di Napoli.
Alla manifestazione ha partecipato anche il padre di Ugo Russo, un 14enne ucciso a Napoli nel 2026 da un carabiniere fuori servizio. Lo striscione portato durante la protesta recitava: “Giustizia e verità per Fakir e Ugo Russo.”
Le immagini e le dichiarazioni continuano a sollevare interrogativi sulle dinamiche dell’intervento e sulle condizioni di Fakir prima del fermo. L’avvocato della famiglia ha espresso preoccupazione per l’interferenza politica e ha chiesto che l’indagine sia condotta in modo sereno e indipendente.



