Le città italiane stanno affrontando sfide urbane sempre più complesse, con i nuovi piani regolatori che diventano il fulcro di dibattiti accesi e partecipazione cittadina senza precedenti. Torino e San Benedetto del Tronto sono due esempi emblematici di come la pianificazione urbana possa dividere e unire al tempo stesso.
In entrambe le città, i nuovi piani regolatori stanno suscitando grande interesse e polemiche, con cittadini, imprese e istituzioni che cercano di far valere le proprie istanze. A Torino, il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) ha raccolto 875 osservazioni in soli 60 giorni, un numero che testimonia l’alto livello di partecipazione e di interesse verso le scelte urbanistiche future.
Torino: partecipazione cittadina e controversie legali
Il nuovo PRG di Torino, che punta a rinnovare un documento rimasto invariato per 30 anni ha suscitato un dibattito acceso. Le osservazioni pervenute sono state categorizzate e assegnate a 15 gruppi di lavoro con l’ausilio per la prima volta di intelligenza artificiale per gestire il flusso di informazioni. Questo strumento, criticato in passato, è stato difeso dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, che ha sottolineato come l’AI non sostituisca il giudizio umano, ma lo supporti in modo efficiente.
Tra le osservazioni più frequenti, quelle relative alle aree per servizi e standard (23%) e alle destinazioni d’uso (22%), con particolare attenzione al cosiddetto salva negozi. Ma è il tema della perequazione a polarizzare maggiormente il dibattito, con visioni opposte tra chi teme rigidità e costi e chi teme il cementificio.
Il ricorso al TAR delle Ferrovie
La controversia più rilevante riguarda il ricorso al TAR del Piemonte presentato da Sistemi Urbani e Rfi contro il progetto preliminare del nuovo PRG. Le Ferrovie contestano le nuove regole urbanistiche che, secondo loro, svaluterebbero i terreni di loro proprietà. Tra le aree al centro della disputa ci sono quelle di fianco al grattacielo di Intesa Sanpaolo a Porta Susa e i 200 mila metri quadrati di fianco a corso Principe Oddone.
L’assessore Mazzoleni ha risposto al ricorso con serenità, sottolineando che i diritti acquisiti da Ferrovie non sono stati cancellati dal nuovo PRG. Tuttavia, per le aree senza convenzioni attive, le regole sono uguali per tutti, compresi i grandi colossi come Ferrovie. Il Comune non teme rallentamenti nell’iter del PRG, che prosegue spedito verso l’approvazione finale.
San Benedetto del Tronto: un piano di recupero per il futuro
Anche San Benedetto del Tronto è impegnata nella revisione del proprio Piano Regolatore Generale con un percorso che si annuncia lungo e complesso. L’amministrazione comunale ha incontrato la società mate, incaricata della redazione del documento, per fare il punto sulla situazione. I tempi previsti sono di almeno tre anni con proroghe possibili fino al 31 dicembre 2027.
Il nuovo PRG di San Benedetto sarà principalmente un piano di recupero con l’obiettivo di rigenerare l’esistente e promuovere lo zero consumo di suolo la perequazione e l’adattamento climatico. Il piano si rifarà alla nuova legge regionale sull’urbanistica e sarà più flessibile rispetto ai precedenti, mantenendo i capisaldi del centro storico e delle zone di completamento.
La partecipazione delle realtà cittadine
Il prossimo passo per il PRG di San Benedetto sarà l’istituzione delle commissioni, già a partire dall’assise di lunedì, per avviare da settembre l’attività di discussione all’interno dei tavoli tecnico-politici. Seguirà la fase partecipativa, che coinvolgerà associazioni di categoria, ordini degli ingegneri e degli architetti, comitati di quartiere nella stesura del piano, cercando di intercettare richieste e suggerimenti.
L’aspetto conoscitivo del territorio è stato già elaborato dagli studi e dai dossier redatti dalle due Università Politecnica e di Camerino, che hanno curato rispettivamente l’analisi socioeconomica e quella tecnico-urbanistica. L’incontro in municipio ha visto la partecipazione dei tecnici della Mate e dell’amministrazione comunale, con l’obiettivo di avviare un percorso di partecipazione e condivisione che possa portare a un piano regolatore condiviso e sostenibile.



