Una serata estiva che si trasforma in un incubo. La notte del 18 luglio ad Alpignano, un ascensorista di 40 anni, ubriaco e senza patente, aggredisce il comandante dei vigili durante un controllo stradale. L’uomo, arrestato sul posto, è stato condannato a sei mesi di carcere con rito direttissimo il 20 luglio al tribunale di Torino.
Un giorno di riposo interrotto e la scelta di bere
L’indagato, un ascensorista assunto a tempo indeterminato, ha raccontato alla giudice la sua versione dei fatti. Tutto è iniziato con una telefonata del suo titolare che lo ha chiamato per un intervento nel suo giorno di riposo. Nervoso e frustrato, l’uomo ha deciso di andare comunque a lavorare, ma poi si è fermato in un bar dove ha consumato grappa e birra prima di cena. Durante il pasto, ha continuato a bere alcolici.
Ignorando il fatto che la sua patente fosse stata revocata in passato, si è messo al volante di un furgone aziendale per tornare a Valdellatorre, dove vive. Passando da Alpignano, non si è fermato a un semaforo rosso, attirando l’attenzione del comandante della polizia locale in servizio per i controlli del territorio.
L’aggressione e le minacce al comandante
Il comandante ha acceso i lampeggianti e intimato l’alt. Il 40enne, sceso dal veicolo, ha colpito il vigile al volto, procurandogli una prognosi di otto giorni. Durante l’aggressione, ha scandito minacce e insulti a gran voce, rifiutandosi di consegnare i documenti: “Non ti do un cazzo. Io so chi sei, ti ammazzo la moglie“.
Un agente della polizia di Stato residente vicino al luogo dell’aggressione, è sceso in strada insospettito dalle urla e ha aiutato il comandante. In poco tempo, sono arrivati anche i Carabinieri ed è scattato l’arresto. L’avvocato Federico Schettini ha fatto notare che il suo assistito è stato fermato con modalità piuttosto forti, ammettendo che l’ascensorista fosse al volante in condizioni non idonee alla guida.
Le dichiarazioni del comandante
Il comandante dei vigili ha descritto l’accaduto come un episodio di violenza inaspettata. “Sembrava impazzito: se avesse avuto un’arma, sarebbe finita come l’altra sera a Collegno”, ha commentato Diego Guarn, al vertice dei vigili del paese del Torinese da cinque anni. Il riferimento è all’omicidio di giovedì sera, quando Luigi Soffrano ha accoltellato l’ottantenne Antonio Greco perché “attraversava nel posto sbagliato”.
Il processo e la condanna
La procura ha chiesto la condanna a un anno di carcere. Per la difesa, l’indagato andava assolto anche per carenza dell’elemento soggettivo. La giudice, definendo la pena, ha concesso le attenuanti generiche ritenute equivalenti alle aggravanti. All’uomo è stato contestato anche il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest.
Il sindaco di Alpignano, Steven Palmieri, ha commentato l’accaduto sui suoi profili social, definendolo “scioccante”. “Dopo l’episodio di Collegno e quello di ieri, è evidente che bisogna fermarsi a riflettere e preoccuparsi”, ha dichiarato. Guarn ha espresso amarezza per l’accaduto, sottolineando la necessità di interventi radicali a livello nazionale per garantire la sicurezza di tutti.



