Un convegno organizzato a Torino sul tema dell’insicurezza urbana e dei rapporti tra istituzioni e imprenditori ha acceso una disputa pubblica dopo l’annuncio della partecipazione di Roberto Vannacci indicato nella locandina come relatore. L’incontro, promosso dai sindacati di polizia Fsp e Fmpi era stato comunicato come attività di aggiornamento per gli agenti e avrebbe previsto per i partecipanti l’esonero dal servizio per l’intera giornata.
Autorizzazione e programma del convegno di Torino
La tavola rotonda, fissata per il 18 settembre all’Hotel NH Torino Centro, è stata pubblicizzata con una locandina che elencava tra i relatori, oltre a Vannacci, nomi come Pietro Senaldi il criminologo clinico Emilio Chiodo l’imprenditore Francesco Toselli il segretario nazionale Valter Mazzetti e il segretario provinciale Luca Pantanella. Inizialmente il materiale promozionale riportava anche la dicitura dei “saluti di apertura del questore di Torino” e segnalava il riconoscimento del corso come incontro formativo per il personale della Polizia di Stato.
La natura dell’iniziativa e la partecipazione dei relatori
Gli organizzatori hanno presentato l’evento come un’occasione per discutere di rigenerazione urbana e di misure volte a favorire l’investimento privato nelle aree degradate, citando esempi europei come interventi di riqualificazione urbana. I promotori hanno inoltre sottolineato che la presenza di figure politiche in simili tavole non sarebbe inedita e che l’obiettivo dichiarato era tecnico e pragmatico, non politico.
Reazioni dei sindacati, richieste di revoca e richiamo alle norme
Contro l’evento si è levata la protesta del sindacato Silp Cgil Piemonte il cui segretario regionale ha formalmente chiesto al questore di revocare l’autorizzazione al riconoscimento formativo. La critica si è concentrata sul fatto che la partecipazione di un esponente politico come Vannacci comprometterebbe la stretta neutralità richiesta per l’assegnazione di crediti di autoformazione, richiamando norme e principi che regolano la condotta del personale di polizia.
Tra i riferimenti richiamati dai contestatori figurano l’articolo 98 della Costituzione il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e lo specifico codice di comportamento del personale della Polizia di Stato che impongono obblighi di imparzialità e l’estraneità rispetto a iniziative con connotazione politico-partitica. Dal loro punto di vista, l’esonero dal servizio per partecipare al seminario costituiva un elemento sufficiente a mettere in discussione i presupposti formali previsti dalla normativa per il riconoscimento.
Difesa degli organizzatori e posizioni sindacali favorevoli
I firmatari del convegno hanno respinto l’accusa di strumentalizzazione politica, sostenendo il principio della libertà di espressione e ricordando che in passato altre iniziative analoghe avevano ospitato relatori con appartenenze politiche senza suscitare obiezioni. Alcuni sindacati hanno inoltre pubblicato una dichiarazione congiunta in sostegno alla autonomia organizzativa, definendo la critica come un tentativo di sottoporre la libertà sindacale a un controllo preventivo.
Intervento del Dipartimento e rettifiche sulla partecipazione del questore
Di fronte alle polemiche, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza è intervenuto nel corso della giornata dichiarando che si trattava di un’iniziativa sindacale e che non era prevista la partecipazione del questore di Torino né il riconoscimento del convegno come aggiornamento professionale per gli appartenenti alla polizia. La versione della locandina è stata aggiornata sostituendo la dizione iniziale sull’intervento del questore con la più neutra dicitura “saluti istituzionali“, mentre dalla Questura è stato precisato che la prima bozza era stata inviata per errore.
Il questore, in carica da gennaio e impegnato su altri fronti della sicurezza cittadina, è stato perciò scagionato dalla partecipazione ufficiale all’evento. La rettifica ha attenuato, almeno formalmente, la questione del riconoscimento, ma ha lasciato aperto il dibattito sul confine tra iniziativa sindacale e caratteristiche richieste per l’aggiornamento professionale del personale di polizia.
Nel complesso, la vicenda mette in evidenza le tensioni tra autonomia sindacale, obblighi di imparzialità del personale pubblico e i criteri amministrativi per l’accreditamento delle attività di formazione, questioni che hanno alimentato reazioni politiche e sindacali nella città di Torino.



