L’estate 2026 sta scrivendo nuove pagine di storia climatica in Emilia-Romagna. Le temperature stanno sfidando i record del passato, con previsioni che parlano di massime fino a 39 gradi e notti che non offrono alcun refrigerio. Gli esperti mettono in guardia sui rischi per la salute e sull’impatto ambientale di questa ondata di calore senza precedenti.
Pierluigi Randi, presidente di Ampro, l’Associazione Meteo Professionisti, ha dichiarato che l’estate 2026 potrebbe superare i record del 2003, un anno che ancora oggi è ricordato per le sue temperature estreme. “Il periodo compreso tra il 1° giugno e l’11 luglio 2026 è già in vantaggio rispetto agli anni precedenti”, ha spiegato Randi. “Tutto dipenderà da come si svilupperanno i mesi di luglio e agosto.”
Notti tropicali e supertropicali: un fenomeno inedito
Uno degli aspetti più preoccupanti di questa estate è l’aumento delle notti tropicali quelle in cui la temperatura non scende sotto i 25 gradi. “Abbiamo già contato più di venti notti tropicali, alcune delle quali possono essere definite supertropicali“, ha spiegato Randi. “Il record di notti tropicali appartiene all’estate 2026, quando in alcune parti dell’Emilia-Romagna, come il forlivese, se ne contarono circa 55.”
Il fenomeno delle notti tropicali è legato all’umidità delle correnti che arrivano dall’Adriatico. “Quando le correnti sono molto umide, la temperatura tende a scendere di meno durante la notte”, ha spiegato Randi. “Per avere un po’ di refrigerio occorrerebbe una perturbazione vera, con rovesci di 50 millimetri spalmati su due giorni. Ma all’orizzonte non c’è nulla di tutto questo.”
L’impatto sulla salute e sull’ambiente
Le temperature estreme non solo mettono a dura prova il corpo umano, ma hanno anche un impatto significativo sull’ambiente. “L’approvvigionamento idrico è un tema che dobbiamo considerare con grande attenzione”, ha dichiarato Randi. “Queste temperature causano una evapotraspirazione nei terreni anche di 8 o 9 millimetri al giorno, valori difficilmente immaginabili prima della crisi climatica.”
La siccità e i livelli del fiume Po sono un altro elemento preoccupante. “Le nevi depositatesi sulle Alpi quest’inverno si sono sciolte molto velocemente”, ha spiegato Randi. “A maggio avevamo già esaurito il nostro ‘bonus’ idrico.”
Rischi per la salute fisica e mentale
L’ondata di calore non solo aumenta il rischio di insolazioni e malattie metaboliche, ma può anche avere un impatto significativo sulla salute mentale. “Ci sono diversi studi epidemiologici che mostrano che durante le ondate di calore si verifica un aumento di ricoveri per patologie psichiatriche”, ha spiegato il presidente della Società Italiana di Psichiatria, Guido Di Sciascio.
Non solo in Italia, ma anche in Germania si registrano effetti preoccupanti. Secondo i dati provvisori dell’Ufficio federale di statistica tedesco, il numero dei decessi registrati durante l’ondata di caldo nell’ultima settimana di giugno è stato superiore del 32% alla media dei quattro anni precedenti.
Previsioni per i prossimi giorni
Per i prossimi giorni, le previsioni parlano di un calo delle temperature, ma non di un vero e proprio raffreddamento. “Da giovedì la situazione potrebbe migliorare, in parte perché la massa di aria calda che renderà roventi il sud, la Sardegna e più in generale le regioni tirreniche, si limiterà a lambire l’Emilia-Romagna”, ha spiegato Randi.
Tuttavia, anche con un calo di 4-5 gradi, le temperature rimarranno comunque elevate, intorno ai 33-34 gradi. “Non si tratta del passaggio di un vero fronte di aria più fredda, ma di un modesto nucleo posizionato in quota”, ha precisato Randi.
Gli esperti invitano alla prudenza e alla preparazione per affrontare al meglio questa situazione eccezionale.



