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Stellantis e la crisi dell’auto: cosa rischia Mirafiori

Alla Festa della Fiom di Torino, giornalisti e sindacalisti hanno lanciato un allarme per il futuro di Mirafiori e del settore automotive italiano.

Stellantis e la crisi dell’auto: cosa rischia Mirafiori

Alla Festa della Fiom di Torino, il giornalista Andrea Tundo ha presentato il suo e-book “Stellantis Cadente” sollevando preoccupazioni sul futuro dello stabilimento di Mirafiori. Secondo Tundo, senza nuovi modelli, lo stabilimento rischia di chiudere. La situazione è aggravata dai dati del 2025, che mostrano un calo drastico della produzione automobilistica in Italia.

Negli ultimi vent’anni, il settore automotive ha perso oltre trentamila posti di lavoro nel Torinese. Gianni Mannori, responsabile Fiom per Mirafiori, ha sottolineato che i lavoratori rimasti vivono da diciotto anni con la cassa integrazione, una situazione che ha un impatto significativo sulla loro qualità della vita.

La crisi del settore metalmeccanico in Piemonte

La crisi non riguarda solo Mirafiori, ma l’intero settore metalmeccanico in Piemonte. In quindici anni, sono stati persi 34 mila posti di lavoro. Le 44 milioni di ore di cassa integrazione nel 2025 rappresentano quasi il triplo rispetto al 2023. Tra il 2008 e il 2023, il Piemonte ha perso il 14,2% delle ore lavorate nella manifattura e il 13,9% nella meccanica.

Samuele Lodi, della Fiom nazionale, ha definito la situazione di Stellantis una “falsa ripartenza”. Il piano industriale presentato a maggio non contiene un rilancio sufficiente della produzione italiana. La Fiom chiede un modello aggiuntivo e una nuova linea produttiva per Mirafiori, poiché affidare il futuro dello stabilimento alla sola 500 ibrida non è sufficiente.

Le richieste della Fiom al Governo

Lodi ha richiesto al Governo azioni immediate, tra cui il ripristino del Fondo Automotive tagliato due anni fa e la riapertura del tavolo ministeriale. Inoltre, ha sottolineato la necessità di fermare la logica delle uscite incentivate, poiché i lavoratori chiedono dignità e garanzie di lavoro.

Gianni Mannori ha confermato il clima di incertezza tra i lavoratori di Mirafiori. Le previsioni più rosee per fine anno parlano di 55-60 mila vetture prodotte rispetto alle 100 mila ipotizzate, a causa del crollo delle vendite della 500. Senza una nuova linea di produzione e un modello aggiuntivo, le soluzioni tampone come l’assemblaggio di moduli batteria occupano poche decine di persone e non risolvono il problema.

Le prospettive future e il Salone dell’Auto di Torino

Edi Lazzi, segretario della Fiom torinese, ha rinnovato l’appello per l’arrivo di un secondo costruttore di automobili a Torino, cinesi compresi. Ha sottolineato che il territorio ha le competenze e la classe operaia per accogliere nuovi produttori. Sulla concomitanza con il Salone dell’Auto, ha criticato l’evento per il suo sguardo al passato, auspicando un ritorno all’attrazione di grandi produttori come negli anni ’80 e ’90.

Intanto, Stellantis ha scelto il Salone dell’Auto di torino 2026 per presentare dieci marchi e quattro novità in anteprima. L’evento, che si terrà dall’11 al 13 settembre, mostrerà una gamma che spazia dalle elettriche alle ibride fino alle sportive ad alte prestazioni. Tra le novità ci sono la FIAT Grizzly e Grizzly Fastback, la Leapmotor B03X e la Lancia Gamma.

Stellantis sfrutterà il Salone per collegare l’esperienza dell’evento alla rete commerciale, accompagnando la presentazione delle novità con iniziative dedicate presso i concessionari italiani. Questo approccio mira a trasformare l’interesse generato dalle vetture esposte in contatti concreti con i clienti.

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