Il primo giugno, nell’aula del tribunale di Torino, è andata in scena una scelta che ha cambiato il corso di un’udienza: una donna di 92 anni, arrivata dalla rsa con un’ambulanza, ha deciso di avvalersi della facoltà di astenersi prevista per i familiari delle parti e non ha risposto alle domande del giudice. L’udienza riguarda un episodio di violenza familiare in cui sono coinvolti i suoi due figli, assistiti rispettivamente dagli avvocati Roberto Capra e Rodolfo Romito.
La decisione in aula e il quadro processuale
La donna, descritta come molto agitata, è stata accompagnata al palazzo di giustizia dai servizi di emergenza sanitaria. Di fronte alla giudice ha ripetuto più volte: “fate voi, per carità”, spiegando che a quella età preferiva non rispondere e aggiungendo di essere “anche un po’ sorda”. Con questa scelta la donna, che è l’unica persona ad aver assistito integralmente ai fatti contestati, ha scelto di non fornire al tribunale la propria versione degli eventi. L’imputato, un uomo di 64 anni, è accusato di lesioni e minacce a seguito della denuncia sporta dalla sorella, di 65 anni, che si è costituita parte civile.
Ruolo dei legali
Nel procedimento l’imputato è difeso dall’avvocato Roberto Capra, mentre la sorella parte civile è assistita dall’avvocato Rodolfo Romito. Lo sviluppo del processo dipenderà in parte dalle prossime deposizioni: il giudice ha infatti rinviato l’istruttoria a settembre per ascoltare altri testimoni, tra cui vicini di casa e i carabinieri intervenuti il giorno della lite. Solo in una fase successiva l’imputato potrà decidere se rispondere alle domande dell’accusa.
I fatti contestati: la lite nel palazzo e le conseguenze
L’episodio al centro del processo risale all’agosto 2026. Secondo la ricostruzione fornita dalla parte civile, il diverbio sarebbe scoppiato sul pianerottolo al decimo piano dell’edificio dove vivono i fratelli. La donna sostiene di essere stata spinta, strattonata e minacciata di morte e di essere caduta, riportando contusioni e un forte fischio all’orecchio, motivo per cui fu portata in pronto soccorso con l’ambulanza. Sempre secondo la sua versione, il fratello avrebbe lanciato il suo zaino giù per la tromba delle scale, contenente un tablet e una bottiglietta di succo, che poi si è sparso sulle pareti delle scale.
Le testimonianze di condominio
Una vicina del settimo piano, allarmata dalle grida, è salita per verificare e ha confermato di aver visto la sorella rialzarsi da terra. Ha anche segnalato all’amministratore la macchia di succo sulle scale, che rimane tuttora visibile in un’area comune. La stessa vicina ha riferito di aver subito insulti dal presunto aggressore dopo l’accaduto e di aver interrotto ogni rapporto con lui. Queste deposizioni saranno parte integrante dell’istruttoria quando riprenderà a settembre.
Contesto familiare: vecchie tensioni e questioni economiche
Dietro la lite, emergono rancori accumulati nel tempo. La parte civile ha riferito che i rapporti sono peggiorati quando il fratello avrebbe iniziato a fare uso di stupefacenti. A peggiorare la situazione, secondo la donna, ci sarebbero state divergenze legate al patrimonio familiare: la sorella avrebbe ricevuto bonifici consistenti dalla nonna, mentre il fratello ne sarebbe stato escluso. Queste dinamiche economiche avrebbero aggravato le tensioni, con rimproveri interni alla famiglia che sono arrivati anche dalla madre e dal padre, ormai deceduto.
Le lettere e il passato giudiziario
In passato la madre avrebbe scritto alla figlia lettere dai toni molto duri, rimproverandola per il suo stile di vita e per la gestione della casa. La donna ha ammesso di aver avuto discussioni e questioni legali con il padre riguardo alla cura della nonna, ma ha sostenuto che si trattava di contrasti tipici delle famiglie e che, in seguito, ci sarebbero stati chiarimenti tra le parti.
Il processo riprenderà a settembre, quando il giudice sentirà i testimoni convocati e valuterà le prove raccolte. Nel frattempo, la scelta della madre di non testimoniare ha tolto al giudice una testimonianza diretta ma ha mantenuto intatte le altre prove e le dichiarazioni già rese. La vicenda resta sotto i riflettori per la sua dimensione familiare e per le conseguenze giuridiche che potrà avere sulla vita dei due fratelli.


