Il settore lattiero-caseario della provincia di Torino è in crisi. Gli allevatori stanno affrontando una situazione sempre più difficile a causa del crollo dei prezzi del latte, che sono scesi sotto i costi di produzione. Coldiretti Torino ha lanciato un allarme, segnalando che in alcuni casi il prezzo del latte è arrivato a 40 centesimi al litro.
La situazione è critica e gli allevatori stanno chiedendo un intervento urgente per evitare la chiusura di molte attività. Il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Ciciha dichiarato: “Non possiamo continuare ad assistere in modo passivo al comportamento degli industriali del nostro territorio che non rispettano nemmeno l’accordo quadro nazionale del settore”.
La concorrenza sleale degli industriali
Gli industriali del settore lattiero-caseario stanno acquistando latte e cagliate dall’estero a prezzi più bassi, mettendo in difficoltà gli allevatori locali. In Paesi come la Francia e la Germaniaun litro di latte “spot” viene quotato a poco più di 30 centesimi.
“In questo momento in cui assistiamo ai rincari delle materie prime dovuti alle guerre e con il caldo estivo che impone agli animali una riduzione fisiologica del latte, viene ancora abbassato il valore riconosciuto ai produttori. Però, i consumatori pagano lo stesso prezzo o pure qualcosa in più formaggi, yogurt, probiotici, gelati. Per mangiare si paga di più ma gli industriali preferiscono importare latte e cagliate di scarsa qualità a basso costo dai Paesi che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni locali”, ha aggiunto Mecca Cici.
Gli investimenti degli allevatori
Per far fronte alla perdita di produzione nei periodi estivi e alle necessità del benessere animale, gli allevatori stanno attuando forti investimenti in sistemi computerizzati di raffrescamento delle stalle. Questi sistemi includono ventole, doccette nebulizzate, asciugatrici e spazi di automungitura, con costi che arrivano a centinaia di migliaia di euro.
In altri casi, gli allevatori devono recuperare i costi di investimento in stalle moderne, necessari per stare sul mercato e per seguire le norme europee. “Con i prezzi ridicoli riconosciuti dai caseifici, gli allevatori rischiano l’insolvenza e la chiusura delle attività. Ma quando una stalla chiude è un intero sistema territoriale fatto di prodotti tipici, prodotti di qualità consumati a Km Zero, posti di lavoro, ad andare in crisi”, ha spiegato Mecca Cici.
Il comparto lattiero-caseario in numeri
In provincia di Torino ci sono oltre 800 allevamenti di mucche da latte con una presenza di oltre 120mila capiper una produzione di oltre 1.140.000 litri ogni giorno. Questo settore dà lavoro direttamente a oltre 1350 addetti sparsi in tutti i 312 comuni della provincia, senza contare l’indotto.
La situazione è critica e Coldiretti Torino sta pensando ad azioni di mobilitazione sindacale degli allevatori per cercare di risolvere la crisi.



