Venerdì scorso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha ospitato gli Stati Generali del Vino, un incontro promosso da Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici e produttori per delineare una strategia di medio-lungo periodo, tenendo conto di un mercato in evoluzione e di pressioni ambientali sempre più marcate.
Scenario attuale e pressione sui mercati: il punto di vista di Ismea
Alla prima tavola Tiziana Sarnari, responsabile dell’Ufficio Indicazioni Geografiche di Ismea, ha mostrato dati che confermano la posizione di leadership dell’Italia nella produzione e nell’export di vino, ma allo stesso tempo evidenziano una contrazione strutturale dei consumi a livello globale. In Piemonte, regione che genera circa 1,8 miliardi di euro di valore agricolo legato alle Indicazioni Geografiche, la crescita si concentra su vini bianchi, spumanti e produzioni a indicazione geografica, mentre la fascia media dei vini subisce una concorrenza sempre più accesa. Le opportunità individuate includono l’enoturismo, le esperienze legate al territorio, la vendita diretta e una comunicazione mirata alle giovani generazioni.
Ricerca e tecnologie emergenti: dal Tea ai vini a bassa gradazione
Michele Fino, docente dell’Università di Pollenzo, ha illustrato le potenzialità delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea), un approccio genetico che consente di rendere le viti più resistenti agli effetti del cambiamento climatico. Parallelamente, ha presentato i progetti di sperimentazione sui vini dealcolati e a bassa gradazione alcolica, destinati a un pubblico sempre più attento al consumo responsabile. Fino ha sottolineato che il vero valore di tali innovazioni non risiede nella mera moda, ma in una cultura del “bere meno ma meglio”, capace di educare i consumatori a scegliere qualità piuttosto che quantità.
Domenico Mastrogiovanni, responsabile nazionale di settore di Cia, ha ribadito che la sfida non è una rivoluzione del sistema, ma un percorso di evoluzione continua. Ha richiamato l’importanza del “Pacchetto Vino” promosso da Cia, della valorizzazione dell’enoturismo all’interno di strategie territoriali condivise e delle nuove opportunità offerte dalla riforma delle Indicazioni Geografiche. Secondo lui, l’adozione delle Tea e la sperimentazione di nuovi format di prodotto rappresentano leve decisive per attrarre nuovi consumatori.
Impegno istituzionale e prospettive di mercato: osservatorio, cooperazione e mercati emergenti
Paolo Balocco, della Direzione Agricoltura della Regione Piemonte, ha ricordato i trent’anni di politiche orientate alla qualità che hanno portato il vino piemontese sui mercati internazionali. Di fronte al calo dei consumi, la Regione ha avviato la creazione di un Osservatorio regionale sulla viticoltura, strumento che raccoglierà dati da molteplici enti per fornire analisi previsionali utili alle imprese.
Il presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, ha sottolineato che oggi gli agricoltori dispongono di strumenti analitici più avanzati, rendendo possibile una programmazione più efficace. Ha invitato alla costruzione di reti tra istituzioni, ricerca, industria e canali distributivi per definire strategie condivise.
Claudio Conterno, rappresentante di settore di Cia, ha evidenziato la necessità di superare la rigidità normativa e la burocrazia, proponendo una programmazione con orizzonti temporali più ampi e un maggiore ruolo per cooperative e cantine sociali nella gestione delle produzioni.
Infine, Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land, ha messo in luce le difficoltà dell’Asti sui mercati esteri e la diminuzione del consumo quotidiano nelle famiglie. Ha proposto di puntare su mercati emergenti come Brasile, Thailandia, Vietnam e Filippine, ma ha anche ribadito l’importanza di capire i comportamenti delle nuove generazioni di consumatori.
L’evento si è concluso con le parole di Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani, che ha invitato il comparto a mantenere lo sguardo sia sui mercati tradizionali sia su quelli emergenti, a difendere le risorse dell’Ocm Vino e a sostenere l’adozione delle Tea e dei vini a bassa gradazione alcolica come risposte concrete alla crisi climatica.



