Il Teatro Regio di Torino ha deciso di aprire le sue porte a chi normalmente trova ostacoli economici per accedere alla lirica. Grazie al sostegno della Fondazione CRT, nasce la campagna Open Regio, pensata per la stagione 2026/2027. L’iniziativa mette a disposizione 720 carnet dedicati a persone e nuclei familiari con ISEE inferiore a 25.000 euro, in cambio di un contributo simbolico di 10 euro. L’obiettivo è rendere la cultura un bene comune, frutto di una scelta consapevole verso l’inclusione.
Chi aderisce riceve un pacchetto completo: una visita guidata esclusiva del teatro storico, l’accesso a tre spettacoli a libera scelta tra le proposte in cartellone, e la possibilità di vivere il backstage prima di sedersi in platea. La visita, pensata come primo contatto, conduce i partecipanti attraverso le sale storiche, la sala principale, il palcoscenico e gli spazi di lavoro degli artigiani, creando un legame diretto con il patrimonio scenico della città.
Dettagli dell’offerta Open Regio
Il carnet comprende un calendario flessibile. Dopo aver versato i 10 euro, la famiglia può prenotare la visita guidata in date selezionate e scegliere tre rappresentazioni della stagione 2026/2027, spaziando tra opere classiche, balletti contemporanei e produzioni sperimentali. Il numero limitato di 720 posti garantisce un’esperienza intima, evitando lunghe attese e assicurando che ogni partecipante possa godere di un servizio personalizzato.
Come funziona il carnet
Le famiglie interessate devono dimostrare un ISEE inferiore a 25.000 euro mediante la documentazione richiesta. Una volta accettati, ricevono un codice univoco valido per l’intero anno di spettacoli. La prenotazione dei tre eventi avviene tramite il sito ufficiale del Teatro Regio, dove è possibile consultare il calendario, leggere le sinossi e scegliere le serate più adatte. Il contributo di 10 euro viene richiesto al momento della conferma della visita guidata, rendendo l’intero pacchetto estremamente accessibile.
Obiettivi culturali e dichiarazioni dei promotori
Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, ha espresso la volontà di colmare le distanze economiche e sociali: “Con Open Regio vogliamo rendere la partecipazione culturale concretamente accessibile, offrendo a persone e famiglie l’opportunità di avvicinarsi a uno dei luoghi simbolo della nostra terra”. La dichiarazione sottolinea l’impegno verso una cultura inclusiva, dove il teatro non è più un lusso riservato a pochi.
Il sovrintendente del Teatro, Mathieu Jouvin, ha ribadito che la barriera economica non deve impedire a nessuno di accedere al canto lirico: “La lirica è un’arte viva, capace di parlare a chiunque, e il Regio deve essere una casa accogliente fin dal primo ingresso”. Grazie al supporto della Fondazione CRT, l’istituzione si propone di diventare un punto di riferimento per tutta la comunità, promuovendo il concetto di patrimonio comune attraverso iniziative concrete.
Open Regio si inserisce quindi in una più ampia strategia di democratizzazione dell’arte, in linea con le politiche culturali regionali. L’iniziativa non solo offre l’accesso a spettacoli di alta qualità, ma invita i partecipanti a scoprire i retroscena della produzione teatrale, favorendo una comprensione più profonda e duratura del valore artistico. In questo modo, il Teatro Regio di Torino spera di trasformare ogni visita in un’esperienza memorabile, capace di creare un legame permanente tra il pubblico e la scena lirica italiana.



