Durante i consueti controlli di zona, gli operatori del Reparto Informativo Sicurezza Integrazione hanno notato una porta socchiusa di una cabina elettrica situata poco prima dell’ingresso del Parco della Colletta. L’apertura non era autorizzata: segni di scasso e un lucchetto improvvisato indicavano un accesso forzato. Gli agenti hanno subito attivato il protocollo di sicurezza e, avvalendosi dell’intervento dell’ente gestore della rete, hanno potuto ispezionare l’interno senza mettere a rischio la vita di chi era in zona.
Scoperta del collegamento illegale all’interno della cabina
All’interno della struttura è stato trovato un apparato improvvisato: una ciabatta multipla, un trasformatore di piccole dimensioni e, collegati direttamente ai cavi di alta tensione, due monopattini elettrici di grossa cilindrata. Entrambi i veicoli, valutati intorno agli 800 euro ciascuno, erano in fase di ricarica, sfruttando indebitamente l’energia pubblica. Questo metodo di alimentazione, seppur semplice, rappresentava un furto di energia notevole, poiché la potenza assorbita dalla cabina era proporzionale a quella destinata al resto della rete cittadina.
Sequestro, denuncia e la svolta del dispositivo GPS
Gli oggetti sono stati messi sotto sequestro e, sulla base delle constatazioni, è stata presentata una denuncia a carico di ignoti per furto aggravato di energia elettrica su beni di pubblica utilità. Nel frattempo, le autorità hanno scoperto che uno dei due scooter era stato rubato in precedenza e dotato di un localizzatore GPS. Il proprietario, grazie al segnale satellitare, ha potuto individuare il veicolo proprio nella zona del comando dei vigili, presentarsi agli sportelli e ritirare legalmente il suo mezzo.
Indagini per identificare i responsabili
Le forze dell’ordine hanno avviato ulteriori accertamenti tecnici per risalire alle mani dietro l’effrazione della cabina. L’analisi dei componenti elettrici, la revisione delle registrazioni CCTV del quartiere e le tracce digitali del GPS costituiscono gli elementi chiave di un’inchiesta ancora in corso. Fino a conclusione delle indagini preliminari, il caso rimane aperto e la cittadinanza è invitata a segnalare eventuali comportamenti sospetti legati a installazioni elettriche non autorizzate.
Questo episodio evidenzia come la combinazione di controlli di routine e tecnologia di tracciamento possa contrastare pratiche pericolose e illegali, tutelando sia la sicurezza delle infrastrutture sia il patrimonio dei cittadini. La Polizia Locale di Torino, con il supporto dell’ente gestore, continua a vigilare per evitare che simili abusi si ripetano in altre zone della città.



