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Manifestazione a Torino: uova, pietre e annuncio di sciopero generale

Torino è stata scenario di violenti scontri tra studenti e forze dell’ordine durante il corteo del No Meloni Day, con lanci di oggetti, cariche di polizia e l’annuncio di un blocco totale il 30 ottobre.

Manifestazione a Torino: uova, pietre e annuncio di sciopero generale

Questa mattina, intorno alle 10.20, circa mille giovani sono scesi in piazza da via Cernaia per partecipare al corteo studentesco organizzato in occasione del cosiddetto No Meloni Day. La manifestazione, nata come risposta alle recenti occupazioni di più di venti istituti torinesi, è rapidamente degenerata in una serie di scontri: uova, pietre, bastoni e persino castagne sono stati lanciati verso le forze dell’ordine, che hanno risposto con cariche di alleggerimento, idranti e, in alcuni casi, l’uso di manganellate.

Al centro della piazza Castello, davanti alla prefettura, si è formata una barriera umana composta da genitori, insegnanti, sindacalisti e personale ATA, intenti a schermare i ragazzi dalle autorità. Nonostante gli sforzi, gli agenti hanno proseguito l’avanzata, impiegando anche lacrimogeni in più punti del percorso, provocando la caduta e il panico di una studentessa che è stata soccorsa dai sanitari.

Il corso dei fatti: cronologia dei momenti più critici

Il corteo ha subito una prima biforcazione verso Corso Inghilterra, dove i manifestanti sono rimasti bloccati dall’incrocio con il corteo Fridays For Future. Da lì, il gruppo più numeroso si è spostato verso piazza XVIII Dicembre e poi in direzione piazza Castello, dove le tensioni sono aumentate. A circa le 11.30, una centinaia di partecipanti incappucciati ha iniziato a lanciare sassi e bottiglie verso i carabinieri posti davanti al grattacielo Intesa Sanpaolo. Gli agenti, per contenere la folla, hanno attivato gli idranti e hanno effettuato brevi cariche, spingendo i manifestanti verso via Po.

Alle 12.00 il flusso di lanci di uova è proseguito lungo il perimetro della prefettura, con alcuni giovani che hanno brandito torce di segnalazione. Nel frattempo, un gruppo di docenti si è posto tra i manifestanti e la polizia, formando una catena umana nella speranza di evitare ulteriori violenze. Nonostante il cordone, gli agenti hanno continuato a spruzzare acqua, coinvolgendo anche gli adulti presenti.

Arresti di minorenni per resistenza aggravata

La Questura ha comunicato l’arresto in flagranza di tre minorenni per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Le indagini hanno evidenziato il porto di spray urticanti da parte di due di loro e di pietre da parte del terzo. Uno dei giovani si trovava già sotto misura cautelare di permanenza domiciliare per una precedente rapina, con l’autorizzazione a spostarsi soltanto per frequentare la scuola.

Reazioni di studenti, docenti e polizia: prospettive per il futuro

Alla conclusione della marcia, davanti al Palazzo Nuovo, i partecipanti hanno alzato la voce per annunciare che il 30 ottobre prenderanno parte al sciopero generale e intendono “bloccare tutto”. Le dichiarazioni sottolineavano un’alleanza tra studenti e lavoratori contro il “carovita” e le politiche educative del governo. Alcuni studenti hanno citato la Francia come modello, chiedendo la trasformazione delle scuole in “scuole-caserma”.

Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno dichiarato di aver agito per garantire la sicurezza dei civili e per impedire un’escalation di violenza. Il prefetto, inoltre, ha vietato l’uso di maschere, passamontagna e caschi durante le manifestazioni, identificando comunque 25 partecipanti incappucciati.

Il traffico cittadino è tornato alla normalità poco dopo le quattro ore di corteo, ma la tensione resta alta. Le autorità scolastiche hanno promesso di valutare le richieste di maggiori risorse, mentre i sindacati hanno ribadito il sostegno al movimento studentesco e la necessità di proseguire le occupazioni finché non saranno soddisfatte le richieste. La situazione rimane in evoluzione, con il prossimo sciopero generale che potrebbe determinare ulteriori confronti nelle strade di Torino.

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