Nel cuore del territorio astigiano, la Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile ha concluso un lungo inseguimento. Un cittadino straniero, già noto alle forze dell’ordine per una serie di precedenti, è stato fermato mentre tentava di sfuggire a una condanna definitiva di 7 anni. L’arresto è avvenuto in una zona rurale della provincia, dimostrando ancora una volta l’efficacia della rete investigativa locale.
L’uomo era stato condannato per maltrattamenti in famiglia aggravati ai danni di minori e per violenza sessuale aggravata su una persona minorenne con disabilità. Oltre a questi gravissimi reati, la sua fedina penale conteneva numerosi altri procedimenti per reati contro la persona, il patrimonio e la famiglia, rendendo urgente la sua cattura.
La pista che ha condotto al casolare di Rocchetta Tanaro
Le indagini sono partite da fonti informative e confidenziali raccolte nel corso di mesi. Grazie a una stretta collaborazione con i colleghi veneti, responsabili delle indagini nel luogo in cui i fatti erano stati compiuti, i carabinieri hanno delimitato un’area di probabile rifugio nella zona di Rocchetta Tanaro (Asti). Il territorio è stato scandagliato con appostamenti permanenti e controlli mirati.
Fonti confidenziali e appostamenti: il ruolo decisivo
Le informazioni provenienti da fonti confidenziali hanno indicato la presenza di una cascina di proprietà di un artigiano edile, anch’egli connazionale del ricercato. Le pattuglie hanno così potuto concentrare le ricerche sul casolare, scoprendo un nascondiglio nel sottotetto dove l’uomo si era rifugiato. L’operazione è stata eseguita senza incidenti, e il latitante è stato subito posto in stato di fermo.
Il trasferimento a Torino e la collocazione nella sezione protetta
Una volta in custodia, il fuggitivo è stato condotto alla Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino. Per garantire la sua sicurezza e quella degli altri detenuti, è stato collocato nella Sezione Protetta, a disposizione dell’Autorità giudiziaria per le fasi successive del procedimento. La scelta della sezione riflette la gravità dei reati contestati e la necessità di un regime carcerario particolarmente controllato.
Nel comunicato ufficiale del Comando Carabinieri di Asti si legge che «l’intervento conferma l’importanza della presenza capillare dell’Arma dei Carabinieri sul territorio provinciale». Il presidio costante, la raccolta di informazioni e la capacità di reagire rapidamente alle segnalazioni sono indicati come elementi chiave per tutelare la sicurezza dei cittadini e delle fasce più vulnerabili della popolazione.



