Il Distretto del Commercio Sacra di San Michele ha ottenuto un finanziamento di 180 mila euro dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, inserito nel bando “Verso Politiche Locali del Cibo”. Con queste risorse nasce il progetto denominato “Cibo di Distretto, cibo che unisce”, destinato a contrastare la povertà alimentare nella zona della Bassa Valle.
Finanziamento e quadro operativo del progetto “Cibo di Distretto”
Il sostegno economico è stato assegnato nell’ambito di una iniziativa nazionale che punta a valorizzare politiche alimentari a livello locale. Il progetto coinvolge direttamente i comuni del distretto – Condove, Caprie, Chiusa di San Michele, Sant’Ambrogio, Sant’Antonino e Vaie – e una rete di partner: Confesercenti, Con.I.S.A. Valle di Susa e Val Sangone e la Caritas. L’obiettivo è trasformare i cinque distributivi in empori solidali, dove gli utenti non ricevono più pacchi standard, ma scelgono prodotti freschi e di qualità in base alle proprie esigenze.
Rete di cooperazione e governance
Una struttura di coordinamento è stata definita con incontri periodici tra gli enti partecipanti. Viene attivato un dataset di monitoraggio condiviso, avviato il 18 novembre a Sant’Antonino di Susa, per misurare l’impatto delle iniziative e garantire trasparenza nella gestione delle risorse.
Azioni concrete sul territorio
Il progetto prevede diverse attività pratiche. Vengono creati orti solidali nelle aree più vulnerabili, gestiti da volontari formati appositamente. Parallelamente, si stipulano intese dirette con i produttori agricoli per garantire la fornitura di prodotti locali a prezzi equi.
Spesa sospesa e recupero eccedenze
Nel contesto dei negozi di vicinato si introduce la spesa sospesa, un meccanismo che permette a chi acquista di destinare una parte del proprio pagamento a chi ne ha bisogno. Inoltre, i supermercati della zona collaborano per raccogliere le eccedenze alimentari e ridistribuirle nei nuovi empori, riducendo gli sprechi.
Formazione, educazione e teatro sociale
Per rafforzare il capitale umano, sono previsti percorsi formativi rivolti ai volontari, oltre a laboratori di educazione alimentare nelle scuole dei comuni coinvolti. Un intervento innovativo è rappresentato dal Social Community Theatre, che organizza rappresentazioni teatrali volte a smontare i pregiudizi verso le persone in difficoltà, mostrando che la fragilità è una sfida collettiva e non una colpa individuale.
Il calendario prevede la prima giornata formativa il mercoledì 18 novembre a Sant’Antonino di Susa, dove verrà anche lanciato il sistema di monitoraggio condiviso. Le attività continueranno nei mesi successivi, con l’obiettivo di rendere i cinque distributivi esempi virtuosi di solidarietà alimentare nella Bassa Valle.



