21 Giugno 2026 ☁ 32°

Bambino depositato nella culla per la vita di Giaveno: intervento e reazioni locali

Un neonato di poche ore è stato depositato nella culla per la vita in via Rametti a Giaveno; il bambino è stato preso in carico dai soccorsi, la comunità si stringe e la politica rilancia l'installazione di presìdi sanitari

Bambino depositato nella culla per la vita di Giaveno: intervento e reazioni locali

Nel pomeriggio di sabato 20 giugno 2026 un neonato appena nato è stato lasciato nella culla per la vita situata in via Rametti a Giaveno, davanti all’ospedale cittadino. Il sistema di allarme della culla ha segnalato l’evento ai volontari del Centro di aiuto alla vita, che hanno immediatamente allertato il numero unico di emergenza e seguito le procedure operative previste.

La primissima verifica effettuata sul posto ha evidenziato che il bambino era avvolto in una coperta termica e riposto in una borsa isolante: alle prime cure è risultato in buone condizioni, e successivamente è stato trasferito in ambulanza all’ospedale di Rivoli per gli accertamenti sanitari più approfonditi. Le autorità locali hanno sottolineato il carattere anonimo dell’abbandono, consentito dalla struttura, pensata per proteggere la vita del neonato e garantire la riservatezza della madre.

Come è avvenuto l’intervento e chi è intervenuto

L’allarme inviato dal sistema della culla per la vita ha fatto arrivare sul posto i volontari del CAAV L’Annunciazione insieme ai soccorsi sanitari: seguendo le indicazioni del servizio 118, la culla è stata aperta e il piccolo è stato preso in carico. I medici del pronto soccorso di Rivoli hanno effettuato gli esami di rito; al momento i sanitari hanno riferito che il neonato appare in buone condizioni generali, sebbene siano stati disposti ulteriori controlli clinici e diagnostici.

Ruolo dei vigili e degli organi giudiziari

I carabinieri della stazione di Giaveno sono stati informati e segnalati dell’accaduto: al momento non emergono profili di reato riconducibili al gesto, dato che la culla è una soluzione prevista dalla normativa per garantire protezione e anonimato. Il sindaco di Giaveno ha annunciato che nei giorni successivi prenderà avvio l’iter previsto per la tutela del minore, che coinvolge i servizi socialil’autorità giudiziaria e le strutture sanitarie competenti, con l’obiettivo di definire il percorso assistenziale più adeguato.

La reazione della comunità e le parole delle istituzioni

La notizia ha suscitato commozione in paese; il sindaco ha invitato a evitare giudizi affrettati e ha chiesto rispetto per la situazione, ricordando che dietro a un gesto del genere possono esserci condizioni di forte fragilità. La presidente del Centro di aiuto alla vita che gestisce la culla ha accompagnato il bambino fino al trasferimento ospedaliero e ha ribadito l’importanza del dispositivo, inaugurato nel 2015 e dotato di un sistema di allarme che permette interventi tempestivi per garantire la sicurezza del neonato.

Dal punto di vista politico regionale, il capogruppo Silvio Magliano ha espresso commozione e ha colto l’occasione per rilanciare una richiesta di carattere operativo: aumentare il numero di culle per la vita nelle strutture sanitarie piemontesi dove esistono reparti di pediatria o neonatologia. Il politico ha ricordato un ordine del giorno approvato dal consiglio regionale che prevede l’installazione capillare di questi presìdi e una successiva campagna informativa per i cittadini, sottolineando il ruolo di questi dispositivi come «ancora discreta» in situazioni di estrema difficoltà.

La comunità di Giaveno e i volontari hanno mostrato sollievo per il buon esito immediato dell’intervento, ma anche un sentimento di desiderio che la struttura resti unused; il sindaco ha affermato infatti di preferire che simili presìdi non debbano mai essere utilizzati, pur riconoscendone la fondamentale funzione di tutela.

Contesto e precedenti

Si tratta della prima attivazione della culla di Giaveno in diversi anni: la struttura era stata inaugurata nel 2015 ma non era stata utilizzata per un lungo periodo fino a questo episodio. L’evento innesca un confronto locale sulla diffusione di presìdi simili e sull’importanza di campagne informative che raggiungano chi si trova in difficoltà, spiegando come operano dispositivi che garantiscono protezione e anonimato.

Nei prossimi giorni le autorità competenti completeranno le verifiche e attiveranno il percorso di tutela previsto per il neonato, mentre le istituzioni locali hanno chiesto alla cittadinanza di mantenere rispetto e sobrietà nei commenti pubblici, considerando la delicatezza della situazione e la possibile condizione di sofferenza che ha portato alla decisione della madre di ricorrere alla culla.

Il caso ribadisce il ruolo delle strutture di assistenza sul territorio e solleva nuovamente il tema della presenza capillare di strumenti che possano prevenire tragedie, garantendo contemporaneamente l’anonimato e la sicurezza del neonato.

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