2 novembre 2026 ☀ 8°

Nuova fabbrica torinese per la produzione di satelliti in serie

Space Industries apre lo Stellar Hub, la prima fabbrica torinese per produrre satelliti in serie e puntare a 200 posti di lavoro.

Nuova fabbrica torinese per la produzione di satelliti in serie

Il Stellar Hub di Space Industries è stato inaugurato a Settimo Torinese, alle porte di Torino. L’impianto, interamente finanziato da Comat con un investimento di oltre 20 milioni di euro, ha l’obiettivo di trasformare la produzione di satelliti in un processo industriale simile a quello automobilistico.

Con una superficie di circa 8 000 m², di cui 2 000 m² destinati a camere pulite certificate ISO 8, lo stabilimento è pensato per satelliti fino a 600 kg. In condizioni di piena operatività, la capacità teorica è di 140 unità all’anno, un numero che dipende dalle specifiche dei programmi clienti.

Produzione in serie e test integrati sotto lo stesso tetto

Il cuore dell’offerta è la possibilità di realizzare produzione in serie mantenendo al contempo la riservatezza di più clienti, anche concorrenti. Lo stabile è diviso in 12 aree separate di assemblaggio e integrazione, ognuna dotata di accessi controllati, così da condividere lo stesso spazio senza mescolare informazioni sensibili.

Le 12 aree di assemblaggio per clienti concorrenti

Ogni area è equipaggiata con banchi di lavoro, macchinari di precisione e sistemi di monitoraggio. Il cliente può scegliere di utilizzare le infrastrutture di Space Industries o di gestire internamente il processo, affidando all’azienda solo la fase di qualifica.

Collaborazione con D-Orbit per la piattaforma Ion

Il primo contratto annunciato riguarda D-Orbit, che sta testando la piattaforma satellitare Ion nella nuova struttura. Le prove di vibrazione, termovuoto, test elettromagnetici e verifiche di propulsione vengono svolte in sequenza, tutte all’interno delle camere pulite, eliminando gli spostamenti tra diverse facility.

Strategia commerciale e prospettive di crescita

Al momento Space Industries conta circa 40 dipendenti, ma il piano prevede di superare i 200 collaboratori entro il 2030, con un fatturato stimato di 30 milioni di euro nello stesso arco temporale. L’azienda ha già assicurato tre clienti, di cui solo D-Orbit è stato reso pubblico.

Il co-fondatore e CEO Giuseppe Santangelo sottolinea che la chiave del nuovo modello è il Manufacturing Readiness Level: “Non è più la fabbrica a doversi adattare al satellite, ma il satellite deve essere progettato per essere fabbricato in serie”. L’obiettivo dichiarato è rendere i satelliti una commodity globale, favorendo la standardizzazione fin dalla fase di progettazione.

Infine, la società sta valutando un’ulteriore espansione dello stabilimento per aumentare la capacità produttiva e attrarre nuove realtà, sia commerciali che di ricerca, mantenendo la filosofia di una catena di montaggio spaziale che possa operare in parallelo per diversi progetti.

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