La domenica 11 ottobre, alle ore 16.30, la piccola comunità di Forno di Coazze si è radunata nella cappella del Santuario Grotta Nostra Signora di Lourdes per celebrare una messa di ringraziamento e congedo. Il momento è stato scandito da un clima di raccoglimento tipico delle montagne, dove il silenzio si mescola al canto del vento, creando un’atmosfera di pace che ha avvolto i presenti.
Il cuore pulsante dell’incontro è stato il saluto ufficiale a don Michele Olivero che dopo più di quattro decenni di servizio ha concluso il suo incarico di rettore del santuario. Gli abitanti di Forno, i fedeli provenienti dalla Val Sangone e gli ospiti di altre realtà religiose hanno espresso gratitudine per la sua dedizione, testimoniando come la sua figura abbia segnato una generazione.
Addio ufficiale di don Michele Olivero al Santuario di Forno di Coazze
Durante la celebrazione, il sacerdote ha ricevuto un riconoscimento simbolico: un crocesoletto artigianale realizzato da giovani volontari, che rappresenta la luce della fede tramandata nei decenni. Dopo la lettura di un breve omaggio, la comunità ha intonato i canti tradizionali, sottolineando l’importanza del rito di passaggio per la vita della parrocchia. La preghiera finale, guidata dal parroco invitato, ha chiuso il rito con un mahoma di speranza per il futuro della comunità.
Nel discorrere con i fedeli, don Michele ha ricordato i momenti più intensi del suo mandato, tra cui le processioni invernali e le visite ai luoghi di culto più remoti della valle. Ha sottolineato come il rispetto per la natura e la tradizione si siano intrecciati con il suo ministero, creando un legame duraturo tra la gente di montagna e la spiritualità cristiana. Il commiato è stato accolto da applausi contenuti ma sentiti, segno tangibile della stima guadagnata in 25 anni di guida pastorale.
Un cammino pastorale legato alla Val Sangone
Originario di Fossano e nato nel 1940, don Michele Olivero è stato ordinato sacerdote 61 anni fa, nel 1965. Il suo percorso è cominciato con gli studi al seminario di Giaveno, dove ha approfondito la formazione teologica e il senso di appartenenza alla realtà locale. Fin dalla giovane età ha mostrato una propensione al servizio delle comunità di montagna, un tratto che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Dal seminario di Giaveno alle parrocchie di San Lorenzo
Nel 1975 ha assunto la carica di viceparroco a San Lorenzo di Giaveno, per poi diventare parroco nel 1979, ruolo che ha mantenuto fino al 1984. In quegli anni ha promosso iniziative sociali, come i gruppi di giovani e le opere di volontariato, rafforzando il legame tra la chiesa e le famiglie della zona. La sua capacità di ascoltare le necessità della gente ha contribuito a instaurare un clima di fiducia reciproca, elemento fondamentale per la crescita spirituale della comunità.
Dopo l’esperienza di Giaveno, don Michele è stato assegnato a diverse parrocchie urbane: Gesù Operaio a Torino, poi le sedi di Rivoli e Marene. Questi incarichi gli hanno permesso di confrontarsi con realtà più complesse e di ampliare la sua visione pastorale. Nel 2004 ha accettato la nomina al Santuario della Consolata di Torino dove risiede ancora oggi, continuando a offrire consulenza e supporto ai giovani sacerdoti e agli operai della chiesa.
Il Santuario Grotta Nostra Signora di Lourdes: centro di fede nella valle
Il santuario di Forno di Coazze, incastonato nella Val Sangone, è da sempre un punto di riferimento per i pellegrini che cercano conforto nella natura incontaminata. Fondata come luogo di devozione alla Madonna di Lourdes, la Grotta ha accolto numerose celebrazioni, ritiri e incontri di preghiera, diventando un vero e proprio pilastro spirituale per la popolazione di montagna.
L’addio di don Michele segna la fine di un capitolo, ma il suo lascito rimane vivo tra le pareti della grotta e nei cuori dei fedeli. La sua capacità di unire la tradizione liturgica alla realtà quotidiana della valle ha lasciato un’impronta indelebile, affinché le future generazioni possano continuare a sentire la voce del Signore tra le vette.



