Il 17 settembre 2026 il piccolo comune di Chiomonte si è riunito intorno a una storia che ha radici profonde nella zona: la nascita di Casa Amica. Lì, quasi tre decenni fa, le porte si sono aperte per la prima volta, dando risposta a una necessità di accoglienza e sostegno per le persone più vulnerabili. Oggi, l’anniversario non è solo una ricorrenza, ma un’occasione per rivivere i valori che hanno guidato l’associazione fin dal 12 agosto 1998. La celebrazione è stata pensata sia come festa sia come momento di memoria collettiva dove ogni cittadino ha potuto partecipare attivamente.
Casa Amica compie 28 anni: un percorso di accoglienza a Chiomonte
Fin dal suo inizio, Casa Amica ha rappresentato un punto di riferimento per chi si trova in difficoltà: anziani, famiglie in crisi e giovani senza rete di supporto hanno trovato un “casa” dove sentirsi al sicuro. Il progetto, nato da un gruppo di volontari locali, si è evoluto grazie al sostegno costante del Comune di Chiomonte e alla partecipazione di numerosi enti associativi. Negli anni, la struttura ha ampliato le proprie attività, includendo servizi di assistenza domiciliare spazi di aggregazione e programmi educativi, mantenendo sempre alta l’attenzione verso la dignità della persona.
Le attività di Casa Amica negli ultimi anni
Nel corso del trentennio, Casa Amica ha lanciato iniziative concrete: laboratori artigianali per gli anziani, doposcuola per i bambini di famiglie a basso reddito e un servizio di consegna pasti caldi per gli isolati durante l’inverno. Questi progetti hanno coinvolto oltre 28 volontari attivi, dimostrando come la solidarietà possa tradursi in azioni quotidiane. La capacità di adattarsi alle nuove esigenze è stata una delle chiavi del successo, rendendo l’organizzazione una realtà radicata nel territorio e riconosciuta per la sua capacità di ascolto.
La festa del 17 settembre: tra solidarietà e memoria
Il giorno della celebrazione è stato caratterizzato da una serie di eventi aperti a tutti i cittadini: passaggi musicali, bancarelle di prodotti tipici e testimonianze dei beneficiari dei servizi. Il clima di festa è stato arricchito da interventi di autorità locali e da un momento speciale dedicato alla riflessione storica. Le fiale di ricordo, distribuite ai partecipanti, riportavano la frase “fare memoria è un atto di responsabilità” citata dal parroco di Chiomonte, don Gianluca Popolla. Il messaggio ha ricordato a tutti l’importanza di mantenere viva la consapevolezza dei valori su cui si fonda l’associazione.
Il ruolo della comunità e il messaggio di don Gianluca Popolla
Durante il discorso di chiusura, don Gianluca Popolla ha sottolineato che la memoria non è solo un ricordo del passato, ma un impegno verso il futuro: “fare memoria è un atto di responsabilità”. Il parroco ha invitato i presenti a continuare a sostenere Casa Amica, ricordando che “i nostri bambini non sono cittadini di serie B”. Questo richiamo ha risuonato forte nella comunità, spingendo amministratori e volontari a confermare la volontà di mantenere vivo il progetto per i prossimi anni. La partecipazione massiccia della popolazione ha dimostrato che la solidarietà è ancora un valore centrale nella vita di Chiomonte.
Il futuro dell’associazione sembra ora più sicuro, grazie al sostegno di una comunità che ha dimostrato, con i propri gesti, che la memoria è davvero un atto di responsabilità.



