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Raffaele Costa: la vita e l’eredità di un politico liberale piemontese

Raffaele Costa, figura emblematica del liberalismo italiano, è scomparso a 90 anni. Ripercorriamo la sua carriera politica e il suo impegno per il Piemonte.

Raffaele Costa: la vita e l’eredità di un politico liberale piemontese

Il Piemonte piange la scomparsa di Raffaele Costa, un nome che ha segnato profondamente la storia politica della regione e del paese. Nato a Mondovì nel 1936, Costa ha dedicato la sua vita al servizio delle istituzioni, lasciando un’eredità di idee liberali e di impegno civile.

La sua carriera politica, iniziata nel 1976, lo ha visto ricoprire numerosi incarichi di rilievo, sia a livello nazionale che europeo. La sua battaglia contro la burocrazia e gli sprechi è stata una costante della sua attività, rendendolo un punto di riferimento per molte generazioni di politici.

Una carriera politica di lungo corso

Raffaele Costa ha iniziato la sua carriera politica come deputato alla Camera nel 1976, nelle file del Partito Liberale Italiano di cui è diventato segretario negli ultimi anni di attività del partito. La sua esperienza parlamentare è stata ricca di incarichi di governo, tra cui sottosegretario in vari ministeri come Giustizia, Esteri, Interni e Lavori pubblici.

Nel 1992, Costa è entrato nel governo guidato da Giuliano Amato come ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie e gli Affari regionali. Nel 1993, è diventato ministro dei Trasporti e, successivamente, ministro della Sanità nel primo governo guidato da Silvio Berlusconi. La sua capacità di adattarsi a diversi ruoli e contesti politici lo ha reso una figura versatile e rispettata.

L’esperienza europea e il ritorno al territorio

Tra il 1999 e il 2004, Costa ha rappresentato l’Italia al Parlamento europeo portando la sua esperienza e le sue idee a livello continentale. Dopo questa esperienza, è tornato a dedicarsi al territorio, venendo eletto presidente della Provincia di Cuneo nel 2004, un incarico che ha mantenuto fino al 2009.

La sua attenzione per il territorio e le comunità locali è stata una caratteristica distintiva della sua carriera. Costa ha sempre cercato di rimanere vicino alle persone, ascoltando le loro esigenze e lavorando per migliorare la qualità della vita nella sua regione.

La battaglia contro la burocrazia

Uno degli aspetti più significativi della carriera di Raffaele Costa è stata la sua lotta contro la burocrazia e gli sprechi. Questo impegno è stato al centro della sua attività politica e pubblicistica, come testimoniano i suoi libri Il dottore è fuori stanzaLa mia prima RepubblicaL’Italia degli sprechi e L’Italia dei privilegi.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ricordato Costa come un autentico campione del pensiero liberale e un pioniere nella lotta alla burocrazia. Cirio ha sottolineato come la battaglia di Costa contro la burocrazia fosse stata affrontata con decenni di anticipo e straordinaria lungimiranza.

Un legame indissolubile con il Piemonte

Il rapporto di Costa con il Piemonte e le comunità locali è stato particolarmente forte. Cirio ha ricordato come Costa avesse sempre dimostrato una rara capacità di rimanere sempre sinceramente vicino alle persone e alle comunità locali. Questo legame è stato un elemento chiave della sua carriera e della sua eredità politica.

Il cordoglio per la scomparsa di Costa è stato espresso anche nei confronti del figlio Enrico Costa, avvocato e politico, già deputato e ministro nei governi Renzi e Gentiloni. Cirio ha rivolto un abbraccio fraterno e particolarmente affettuoso a Enrico, riconoscendo il legame speciale che li univa.

Con la scomparsa di Raffaele Costa, il Piemonte e l’Italia perdono una figura di grande rilievo, capace di attraversare diverse fasi della storia repubblicana mantenendo come riferimento il liberalismo, l’attenzione al territorio e la critica agli eccessi della macchina amministrativa.

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