In un minimarket di Torino, un cassiere di 42 anni è stato accusato di molestie ai danni di una ragazzina di 13 anni. La vicenda, avvenuta il 28 agosto, ha scatenato un’ondata di polemiche e ha portato alla decisione della prefettura di disporre la sorveglianza dinamica per la giudice per le indagini preliminari che ha disposto la scarcerazione dell’indagato.
Le molestie e le indagini
La vicenda è iniziata quando la ragazzina si è recata nel minimarket per acquistare alcune bibite. Al momento di pagare, il cassiere avrebbe approfittato della situazione per molestarla. Le telecamere del locale hanno confermato l’accaduto, mostrando anche un precedente episodio di molestia ai danni di una quarantenne. L’indagato, originario del Bangladesh, è stato arrestato poche ore dopo i fatti e ha trascorso tre giorni in carcere prima di essere scarcerato con l’obbligo di firma.
Le dichiarazioni dell’indagato
Durante l’udienza di convalida, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità, dichiarando: “Ho sbagliato. Non ho mai commesso reati. È la prima volta che mi succede. Sono dispiaciuto, non succederà mai più niente del genere”. Tuttavia, in un’intervista rilasciata a Mediaset, ha assunto un tono diverso, affermando: “Non ho fatto niente di sbagliato. Vengo in Italia per salvare, ma ora vedo che è difficile salvarmi la vita”.
Le polemiche e le misure di sicurezza
La decisione della giudice di non disporre la custodia cautelare in carcere ha suscitato numerose polemiche. La procura ha presentato un ricorso al tribunale del riesame, che il 14 settembre valuterà nuovamente la misura cautelare più idonea per il 42enne. Nel frattempo, la giudice è stata posta sotto sorveglianza dinamica a causa delle minacce ricevute, soprattutto sui social network, da parte di simpatizzanti dell’estrema destra e di Futuro Nazionale, il partito dell’ex generale Roberto Vannacci.
Le reazioni politiche
La vicenda ha coinvolto anche il mondo politico, con dichiarazioni di indignazione da parte di vari esponenti delle istituzioni. Il ministro Antonio Tajani ha inviato degli ispettori a Torino, sottolineando come, se avesse vinto il Sì al referendum, questa situazione non si sarebbe verificata. Intanto, il datore di lavoro del cassiere è stato multato per alcune irregolarità riscontrate nell’attività, e un 25enne ha imbrattato le serrande del negozio.
La vicenda delle molestie nel minimarket di Torino continua a dividere l’opinione pubblica, sollevando questioni importanti sulla sicurezza delle donne e sull’efficacia delle misure cautelari. La decisione del tribunale del riesame il 14 settembre sarà cruciale per determinare il futuro dell’indagato e per chiarire ulteriormente i contorni di questo complesso caso giudiziario.



