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Stop agli accorpamenti scolastici in Piemonte: due anni di stabilità per le scuole

La decisione regionale assicura stabilità al sistema scolastico piemontese, tutela le scuole montane e avvia percorsi quadriennali integrati con il mondo del lavoro

Stop agli accorpamenti scolastici in Piemonte: due anni di stabilità per le scuole

La Regione Piemonte ha definito le linee strategiche dell’atto di indirizzo per la programmazione del dimensionamento scolastico, della rete delle istituzioni autonome e dell’offerta formativa per il triennio 2027-2030. Con questa scelta la Giunta ha deciso di non procedere a nuovi accorpamenti per i prossimi due anni, fermando di fatto il processo di fusione delle autonomie fino all’anno scolastico 2028/2029 incluso. La misura è pensata per offrire respiro amministrativo ai territori e consentire analisi demografiche e programmazioni più ponderate senza ricorrere a tagli rapidi e generalizzati.

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessora all’Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, hanno motivato la scelta evidenziando la volontà di preservare l’identità culturale delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree montane e marginali. L’atto sottolinea inoltre la necessità di consolidare quanto già realizzato nelle annualità precedenti, riconoscendo il lavoro svolto dalle amministrazioni locali e dalle scuole. L’obiettivo è dare certezze nei prossimi due anni, permettendo a Comuni e Province di pianificare l’offerta formativa con tempi e dati adeguati.

Cosa cambia per le scuole e le autonomie

La sospensione del dimensionamento significa che non saranno imposti nuovi accorpamenti di istituti nei prossimi due anni, mentre resteranno operative le regole ordinarie riguardanti l’organico e le funzioni amministrative. Il documento regionale prevede specifiche deroghe: il mantenimento in deroga delle piccole scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado nei comuni montani o marginali viene confermato come presidio fondamentale contro lo spopolamento. Inoltre è prevista la possibilità di aprire scuole dell’infanzia statali in comuni che abbiano perso l’unica paritaria, previa verifica di requisiti precisi.

Personale e dotazioni

Per quanto concerne il personale dirigenziale e amministrativo, il contingente dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) assegnato al Piemonte rimarrà stabile a 515 unità per il biennio successivo; è previsto un unico adeguamento stimato per l’anno scolastico 2029/2030, quando il contingente scenderà a 514 unità. Questa previsione mira a garantire continuità gestionale e a evitare scossoni nella gestione delle scuole, consentendo nel contempo una programmazione responsabile dell’organico a fronte dei mutati fabbisogni demografici.

Rafforzamento dell’offerta formativa

Una delle novità più rilevanti riguarda l’avvio di percorsi quadriennali di tipo tecnologico-professionale, strutturalmente integrati con il mondo del lavoro, le Agenzie formative (IeFP) e gli ITS Academy. Per l’anno scolastico 2027/2028 è previsto l’avvio di una mappatura dei nuovi percorsi di filiera, con l’obiettivo di valorizzare i profili professionali legati al Made in Italy e alla transizione digitale. La Regione propone di coinvolgere le Province in modo facoltativo nella prima fase, per definire modelli di collaborazione più efficaci e sperimentare modalità diverse di governance locale.

Interventi mirati e aperture locali

Il documento prevede inoltre interventi mirati quali l’istituzione di nuove sezioni della scuola dell’infanzia laddove si registrino esuberi di domande, compatibilmente con l’assegnazione degli organici, e l’attivazione di percorsi di statalizzazione solo dopo verifiche puntuali dei requisiti. In tal modo la Regione intende coniugare flessibilità territoriale e tutela dei servizi educativi, evitando approcci unici che non tengano conto delle specificità locali e delle dinamiche demografiche.

Governance multilivello e scadenze operative

L’Atto di indirizzo introduce un modello di governance definito multilivello: il Consiglio Regionale approva gli indirizzi strategici triennali, mentre la Giunta regionale adotterà annualmente due piani operativi distinti per facilitare la programmazione locale. Il cronoprogramma indica scadenze differenziate per agevolare il lavoro di Province e Regione: il Piano dell’offerta formativa dovrà essere approvato dalle Province entro il 31 luglio e dalla Regione entro il 30 settembre, mentre il Piano di dimensionamento e rete scolastica sarà approvato dalle Province entro il 31 luglio e dalla Regione entro il 31 ottobre. Queste tempistiche vogliono dare chiarezza alle amministrazioni coinvolte e favorire una concertazione efficace.

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