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Giovanni Zippo in aula a Torino: l’interrogatorio dopo l’esplosione di via Nizza

Al tribunale di Torino Giovanni Zippo ha risposto alle domande della sostituta procuratrice: il processo segue la traccia dell'esplosione del 30 giugno 2026

Giovanni Zippo in aula a Torino: l’interrogatorio dopo l’esplosione di via Nizza

Questa mattina, alle 11 del 26 maggio 2026, è iniziato in aula l’interrogatorio di Giovanni Zippo presso il tribunale di Torino. L’imputato ha scelto di collaborare con gli inquirenti e ha accettato di rispondere alle domande della sostituta procuratrice Chiara Canepa, assistito dall’avvocato Basilio Foti. Le accuse che pendono sul suo capo sono pesanti: è imputato per omicidio volontario, disastro colposo e lesioni personali, reati che gli fanno rischiare l’ergastolo in caso di condanna.

Il contesto del procedimento rimane quello dell’esplosione che ha colpito un palazzo in via Nizza. L’evento in questione risale al 30 giugno 2026, quando l’imputato avrebbe fatto detonare l’edificio in cui viveva la donna con cui intratteneva una relazione. Al momento della deflagrazione, la donna non si trovava nell’abitazione perché in vacanza. Secondo l’accusa, il gesto sarebbe avvenuto per una forma di vendetta personale scaturita da comportamenti ritenuti inaccettabili dall’imputato.

L’interrogatorio in aula

La seduta di oggi è stata caratterizzata da un clima teso ma ordinato: il magistrato ha dato spazio alle domande della pubblica accusa e l’imputato ha risposto in modo sostenuto. Durante l’interrogatorio, la procura ha cercato di ricostruire la catena di azioni e le responsabilità che avrebbero portato all’atto esplosivo. L’attenzione è ricaduta su elementi quali la pianificazione, i materiali impiegati e i contatti dell’imputato nelle settimane precedenti l’evento. In aula sono state ribadite le contestazioni formali, con l’obiettivo di chiarire se si sia trattato di un atto premeditato o di un episodio con dinamiche differenti.

Domande della procura

Le questioni poste dalla procuratrice Chiara Canepa hanno toccato punti chiave della ricostruzione: i motivi alla base dell’azione, le modalità di esecuzione e la responsabilità personale di Zippo. La pubblica accusa ha chiesto spiegazioni su presunti tentativi di occultare tracce e su eventuali complicità esterne. L’avvocato Basilio Foti ha risposto in parte con osservazioni procedurali e in parte insistendo sulla necessità di verificare la prova tecnica. L’esito dell’interrogatorio servirà a indirizzare le prossime mosse investigative e processuali, in vista di udienze ulteriori.

L’esplosione e le circostanze

Il fatto di sangue avvenuto in via Nizza ha avuto ripercussioni immediate sui residenti dello stabile: diverse persone rimasero ferite e la struttura subì danni rilevanti. La dinamica ricostruita dagli investigatori indica che l’ordigno è esploso mentre la donna legata sentimentalmente all’imputato era assente per motivi di vacanza. Nel tragico bilancio delle vittime figura Jacopo Peretti, un cittadino di 33 anni che viveva nel palazzo e che non è sopravvissuto alle ferite riportate. La presenza di inquilini e passanti al momento della deflagrazione è elemento centrale per le imputazioni di lesioni personali e disastro colposo.

Conseguenze per le persone coinvolte

Oltre alla perdita umana, l’esplosione ha lasciato una scia di feriti e famiglie scosse: le vittime hanno subito traumi fisici e psicologici, mentre la comunità locale ha avviato un percorso di solidarietà e raccolta di informazioni. L’evento ha posto al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza degli edifici e della prevenzione di atti violenti in ambito privato. Le indagini sui danni materiali e sulle responsabilità civilistiche andranno a integrarsi con il processo penale, che dovrà valutare anche l’entità del risarcimento e delle misure a tutela dei sopravvissuti.

Prospettive processuali e scenari

Dal punto di vista giuridico, le accuse mosse contro Giovanni Zippo fanno profilare un processo complesso: il capo d’accusa di omicidio volontario richiede la dimostrazione della volontà di togliere la vita, mentre il reato di disastro colposo implica l’accertamento delle condizioni che hanno reso l’evento così distruttivo. La difesa potrà rilanciare contestazioni tecniche sulle prove e proporre elementi che possano mitigare la responsabilità. Qualunque sia l’orientamento futuro, resta centrale l’obiettivo della verità processuale, con il rischio concreto per l’imputato di una pena massima che comprende l’ergastolo in presenza di condanna per omicidio volontario.

La vicenda resta in sviluppo: l’interrogatorio odierno costituirà un tassello nelle attività della procura e potrà influire sulle richieste di misura cautelare o sulle ulteriori fasi del procedimento. Perseguire la ricostruzione completa degli eventi significa mettere a confronto dichiarazioni, perizie tecniche e testimonianze dei condomini e dei soccorritori. Nei prossimi passaggi processuali si attendono ulteriori aggiornamenti, mentre la città continua a seguire con attenzione le udienze sul caso di via Nizza.

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