La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di torino è al centro di un ambizioso piano di riqualificazione che intende restituire visibilità e funzionalità al museo storico. Il finanziamento principale, pari a 27,5 milioni di euro proviene dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e ha permesso l’affidamento del progetto a un gruppo di progettisti guidato dallo studio olandese Mvrdv insieme a Balance Architettura ed Ep&S Group. L’obiettivo dichiarato è far evolvere lo spirito avanguardista delle origini, rendendo la Gam più aperta, fruibile e sostenibile.
Le intenzioni del progetto spaziano dalla demolizione della recinzione esterna alla creazione di una vera e propria piazza civica al piano terreno, fino alla riorganizzazione dei depositi e all’ampliamento degli ambienti espositivi attraverso interventi sia in superficie sia in sotterraneo. Sul fronte operativo sono allo studio più opzioni temporali e logistiche per l’apertura dei cantieri.
Tempi di cantiere e decisioni organizzative
Per la partenza dei lavori vengono valutate soluzioni diverse: una prima ipotesi prevede l’avvio tra settembre e dicembre 2026 con un cantiere condotto a lotti che garantirebbe la permanenza di parte delle attività museali per tutta la durata degli interventi stimata tra i 36 e i 42 mesi. L’alternativa è un intervento in blocco unico con chiusura temporanea al pubblico, che ridurrebbe i tempi complessivi ma imporrebbe la sospensione delle attività. Questa scelta sarà concordata tra la direzione della Fondazione Torino Musei e l’amministrazione comunale nei prossimi mesi.
Altre fonti interne al progetto indicano anche una possibile finestra di avvio differente, con ipotesi che collocano i lavori verso la fine del 2027: in ogni caso rimane centrale il confronto tra rapidità esecutiva e continuità di fruizione per il pubblico, tema che condizionerà la calendarizzazione finale.
Modifiche strutturali e nuove funzioni
Il progetto punta a trasformare la Gam da edificio chiuso a parco urbano museale. Tra gli interventi principali è prevista la rimozione del grande muro per creare una piazza sociale aperta tutto l’anno, pensata come luogo di incontro e programma culturale. La rimozione di elementi esterni superflui e delle scale di emergenza esterne contribuirà a rendere la sagoma dell’edificio più leggibile e a favorire un rapporto diretto con il contesto urbano circostante.
Più luce e depositi accessibili
Un tratto distintivo dell’intervento è il potenziamento dell’apporto di luce naturale negli ambienti espositivi: ampie vetrate controllate e nuove strategie di illuminazione trasformeranno alcune aree in veri e propri «lanterne» luminose. Il piano interrato sarà ripensato come un polmone sotterraneo che ospiterà il nuovo Deposito Vivente concepito per essere percepito come spazio luminoso e accessibile, grazie all’uso di superfici trasparenti e percorsi studiati per facilitare la visita.
L’estensione degli spazi espositivi è significativa: si passerà dagli attuali 4.306 mq a circa 6.934 mq aggiungendo oltre duemila metri quadrati destinati a collezioni, mostre temporanee, aule didattiche e aree studio. L’ingresso storico tra corso Galileo Ferraris e via Magenta manterrà la sua centralità, mentre un nuovo percorso pedonale, denominato Diagonale di luce collegherà il complesso ai quartieri circostanti.
Sicurezza, sostenibilità e fruizione
Il programma di lavori contempla interventi di adeguamento sismicosicurezza antincendio ed efficientamento energetico oltre a misure mirate alla conservazione delle opere. La progettazione è orientata a recuperare principi che un tempo furono sperimentali per l’edificio, come un rapporto specifico con l’orientamento solare: oggi questo approccio viene definito in chiave moderna come progettazione bioclimatica.
Per elevare la qualità ambientale il progetto mira all’ottenimento di una certificazione LEED elemento che testimonia l’intenzione di guardare ai prossimi decenni preservando al contempo l’identità storica dell’edificio. Al piano terra sono previste funzioni con ingressi indipendenti come la biglietteria, l’area didattica, la ristorazione e il foyer dell’auditorium, tutte soluzioni pensate per favorire l’uso continuativo della Gam durante l’intero arco della giornata.
La proposta progettuale, scelta tra decine di candidature internazionali, sarà presentata in mostra con i progetti dei finalisti a partire dal 1 luglio, e rappresenta una tappa importante di un percorso che intende riconsegnare alla città non solo uno spazio espositivo ampliato, ma una nuova relazione tra museo e comunità cittadina.



