La storica sede di Villa Raby a Torino riapre le porte al pubblico venerdì 5 giugno 2026 dalle ore 18:30 alle 22:00 per aderire a Archivissima e alla Notte degli Archivi. L’evento mette in vista l’enorme patrimonio documentale dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino, un fondo composto da circa 28.200 fascicoli, dei quali 12.500 sono già stati schedati per il periodo 1912-1984. La mostra intende restituire alla cittadinanza testimonianze che raccontano l’evoluzione della medicina e i mutamenti sociali del Novecento.
Un patrimonio che racconta prevenzione e riforme
Tra i documenti più significativi emergono le tracce di figure di rilievo come Luigi Pagliani, iscritto numero uno all’Ordine di Torino e promotore della disciplina dell’Igiene e della Sanità pubblica. Richiamato a Roma il 22 dicembre 1888 dal primo ministro Francesco Crispi, Pagliani contribuì alla cosiddetta legge Crispi-Pagliani, che pose le basi della prevenzione moderna indicando come priorità la fornitura di acqua potabile, la realizzazione di fognature, il controllo degli alimenti e l’istituzione dell’Ufficiale sanitario nei comuni. Nella selezione in mostra trova spazio anche il primo Codice di deontologia medica, approvato a Torino nel 1912, documento chiave per comprendere l’ordinamento professionale dell’epoca.
Il lavoro di riordino e il valore storico
Il progetto di inventariazione, avviato nel 2026 grazie all’impegno delle archiviste Benedetta Gigli e Diana Cossa, ha riportato alla luce carte, lettere e taccuini che permettono di ricomporre percorsi individuali e collettivi. Il presidente dell’OMCeO, Guido Giustetto, sottolinea come questi materiali siano una risorsa per storici, sociologi e cittadini interessati a ricostruire «storie, aneddoti e testimonianze» sulla sanità piemontese e italiana.
Documenti del fascismo e le vicende dei medici ebrei
Una sezione sensibile dell’archivio riguarda gli albi professionali durante il periodo fascista, con elenchi che distinguono tra «ebrei discriminati» ed ebrei «non discriminati». I primi venivano collocati in elenchi aggiunti con gravi limitazioni operative — potevano assistere prevalentemente altri ebrei e in casi eccezionali cittadini ariani — mentre i secondi furono radiati. Dal 1943 ogni distinzione venne cancellata e la persecuzione portò all’esclusione definitiva di tutti i medici ebrei dall’Ordine.
Testimonianze e simboli
Tra i reperti che saranno esposti spicca un ricettario con la scritta «Io sono di razza ebra


