Il valico del Frejus rappresenta uno dei principali punti di transito tra Italia e Francia e, per questo, è al centro di una costante attività di vigilanza. Nell’intervallo temporale compreso tra il 28 settembre e il 18 ottobre, le forze di Polizia di Stato hanno intensificato i controlli per contrastare l’illegalità transfrontaliera, focalizzandosi su persone e veicoli in transito.
Dati dei controlli effettuati al valico del Frejus
Gli operatori del Settore Polizia di Frontiera di Bardonecchia hanno eseguito un totale di 830 controlli veicolari e hanno identificato 3.450 persone. Queste cifre evidenziano la portata dell’operazione, volta a verificare la regolarità documentale e a soppesare eventuali rischi per la sicurezza. Tra le attività svolte, il personale ha verificato la validità dei documenti di identità, i permessi di circolazione e la conformità dei mezzi rispetto alle normative vigenti.
Tipologie di violazioni riscontrate
Durante le verifiche sono emerse diverse infrazioni: documenti contraffatti, irregolarità legate alla normativa immigrazione e mancato rispetto di disposizioni doganali. Ogni caso è stato registrato e sottoposto a valutazione da parte delle autorità competenti, con l’obiettivo di impedire l’ingresso illegale di persone o merci non dichiarate.
Esecuzione di provvedimenti giudiziari e impatto sulla sicurezza di frontiera
Il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bardonecchia ha effettuato 10 arresti e ha presentato cinque denunce a piede libero. Uno degli arresti più rilevanti riguarda un uomo sottoposto a ordine di carcerazione, ancora tenente una pena residua di 11 mesi e 26 giorni. L’intervento ha dimostrato la capacità delle forze di frontiera di operare non solo in ambito preventivo, ma anche di far rispettare provvedimenti già emessi dalla magistratura.
Per tutti gli individui soggetti a indagine, la Polizia di Stato ha precisato che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, la presunzione di non colpevolezza rimane valida fino all’eventuale sentenza definitiva, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.
L’intera operatività, condotta in un arco di appena tre settimane, dimostra come i controlli al confine possano fungere da efficace strumento di deterrenza contro attività illecite, contribuendo a una maggiore sicurezza per entrambi i paesi coinvolti.



