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Vespa al Museo nazionale dell’automobile di Torino: storia, collezione e magia

La rassegna "Vespa. Icona italiana" al Museo nazionale dell'automobile di Torino, in programma da giovedì 11 giugno a domenica 30 agosto, esibisce la collezione di Marco Fumagalli e mette a confronto storia tecnica, cultura visiva e opere di Mimmo Rotella

Vespa al Museo nazionale dell’automobile di Torino: storia, collezione e magia

Da un archivio personale nato in Brianza prende forma una mostra che celebra ottant’anni dal deposito del brevetto della Vespa e ne segue l’evoluzione da mezzo di trasporto popolare a simbolo culturale. La rassegna, intitolata “Vespa. Icona italiana” è ospitata al Museo nazionale dell’automobile di Torino e sarà visitabile da giovedì 11 giugno fino a domenica 30 agosto. L’esposizione propone un percorso ricco di oggetti, immagini e documenti che mettono in luce sia la componente meccanica sia l’impatto della Vespa sulla memoria collettiva.

Al cuore dell’allestimento c’è il materiale raccolto da Marco Fumagalli collezionista di Seregno e figura centrale per la costruzione dell’archivio esposto. Curata con il contributo di Roberto Donati direttore storico-culturale del Vespa Club d’Italia e di Rino Drogo vicepresidente del Vespa Club Seregno la mostra intreccia pezzi di meccanica, stampa e arte per tracciare una storia sfaccettata di un simbolo del Made in Italy.

Dal veicolo al fenomeno culturale: i materiali in mostra

La rassegna raccoglie modelli, gadget, riviste, locandine cinematografiche e manifesti che illustrano come la Vespa si sia imposta nell’immaginario pubblico nel corso del Novecento. Attraverso una fitta stratificazione di immagini alle pareti, l’allestimento costruisce un vero e proprio atlante visivo in cui la ripetizione dell’immagine della Vespa testimonia pratiche di accumulo e catalogazione. La collezione mostra come un oggetto progettato per l’uso quotidiano sia diventato motivo di collezionismo e di rielaborazione artistica.

La genesi della collezione di Marco Fumagalli

Il percorso espositivo prende avvio dalla passione personale di Fumagalli, originata dalla vista di una Vespa 50 Special Revival su un inserto del Corriere della Sera nell’estate del 1991. Da quell’istante si è sviluppata una raccolta sistematica che ha raggiunto oltre 50 tipologie di oggetti: dai veicoli alle varianti per i mercati esteri, dai modellini ai gadget, fino a riviste e manifesti. Questo lavoro di ricerca e recupero, durato molti anni, ha permesso di mettere insieme un nucleo rappresentativo dell’intera storia del modello.

Modelli esposti, sezioni tematiche e presenza di Mimmo Rotella

La mostra è organizzata attorno a quattordici modelli disposti in sei aree tematiche: esordio, successo, rivoluzione, anni ottanta, nuovo corso e Vespa Club Italia. Tra i veicoli che accompagnano il visitatore si trovano esemplari significativi come la Vespa 98 MP6L la Vespa 125 Sport la Vespa 150 GS e la più recente Vespa Elettrica fino alla celebrativa Vespa GTS 310 80th. Questa selezione mira a restituire la progressione tecnica e stilistica della produzione.

La cifra artistica: Mimmo Rotella e il décollage

Un’attenzione particolare è dedicata a Mimmo Rotella autore che con il suo décollage ha reinterpretato l’immaginario della Vespa attraverso la stratificazione di manifesti e immagini. Le opere presenti in mostra rinnovano il dialogo tra arte e pubblicità, mostrando come la figura della Vespa sia stata risignificata anche nel linguaggio artistico dopo la seconda guerra mondiale.

La disposizione espositiva restituisce l’idea di un archivio personale in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione di un sistema senza gerarchie: fotografie, manifesti e oggetti si sovrappongono e si richiamano, ricreando un paesaggio visivo in cui la Vespa torna a moltiplicarsi in contesti differenti. Il risultato è una lettura che mette insieme memoria personale, cultura popolare e storia industriale.

Oltre al valore storico e collezionistico, la mostra intende sottolineare il ruolo sociale e simbolico della Vespa: da mezzo economico e accessibile a icona riconosciuta a livello internazionale, capace di attivare pratiche di conservazione e passione collezionistica. L’esposizione al Museo nazionale dell’automobile di Torino offre così al pubblico un’occasione per osservare come un progetto tecnico sia diventato un patrimonio culturale condiviso.

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