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Sea e Sagat: l’integrazione che potrebbe rivoluzionare gli aeroporti del Nord Ovest

Milano e Torino potrebbero unire le forze aeroportuali. Scopri come l'integrazione tra Sea e Sagat potrebbe trasformare gli scali del Nord Ovest

Sea e Sagat: l’integrazione che potrebbe rivoluzionare gli aeroporti del Nord Ovest

Il panorama aeroportuale del Nord Ovest italiano potrebbe subire una trasformazione radicale con l’ipotesi di fusione tra Sea la società che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Linate, e Sagat che controlla l’aeroporto Sandro Pertini di Torino-Caselle. Questa operazione, che potrebbe essere discussa già a settembre, solleva domande cruciali sul futuro degli scali e sul ruolo dei territori coinvolti.

Milano, che detiene il 54,8% di Sea, è determinata a mantenere il controllo della società anche dopo l’eventuale integrazione. Il sindaco Giuseppe Sala ha dichiarato che l’operazione dovrà creare valore economico e sociale per entrambi i territori senza alterare l’attuale assetto societario. Torino, invece, non è più azionista di Sagat, ma segue con attenzione gli sviluppi, sperando che l’integrazione possa rafforzare lo scalo torinese e aumentarne la competitività.

Un sistema aeroportuale complementare

L’integrazione tra Sea e Sagat potrebbe superare la logica di concorrenza diretta tra gli scali lombardi e torinese, creando un sistema in cui ogni aeroporto gioca un ruolo complementare. Negli ultimi anni, Regione e Comune di Torino hanno sostenuto Caselle attraverso iniziative di promozione territoriale e operazioni di co-marketing, nonostante l’uscita dal capitale. La società 2i Aeroporti che controlla Sagat e detiene il 45,012% di Sea, potrebbe fare da cerniera tra i due gestori.

Tuttavia, la questione cruciale per Torino è come potrà incidere sulle decisioni riguardanti investimenti, rotte e sviluppo di Caselle, considerando che Milano continuerà a sedere al tavolo come azionista di maggioranza. Il processo di dismissioni delle quote pubbliche in Sagat, iniziato nel 2012 e completato nel 2026, ha lasciato il Piemonte senza un peso societario significativo.

Le tensioni politiche e le preoccupazioni

L’ipotesi di fusione ha acceso un dibattito politico acceso, con accuse di scippo e timori di un possibile declassamento dello scalo torinese. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Alessandra Binzoni, ha richiesto massima chiarezza e garanzie per il territorio piemontese, sottolineando lo sbilanciamento nei volumi d’affari e di traffico tra gli scali lombardi e Caselle.

Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Fava, ha annunciato che proporrà in settembre la convocazione urgente in audizione dei principali soggetti coinvolti per conoscere nel dettaglio il progetto e le sue ricadute. Fava ha espresso preoccupazione per il rischio che Caselle possa diventare uno scalo funzionale al sistema aeroportuale milanese, perdendo la sua autonomia strategica.

I numeri degli aeroporti

Nel 2026, Sea ha chiuso con 42,3 milioni di passeggeri mentre Caselle ha superato per la prima volta i 5 milioni di passeggeri registrando un Ebitda di 11,9 milioni e un utile netto di 6,8 milioni. Nel 2026, Torino Airport ha continuato a crescere, sfiorando i 2,9 milioni di passeggeri nei primi sei mesi, con un incremento del 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2026.

Ad aprile, l’Enac ha approvato il Master Plan di Torino Airport fino al 2032, che prevede un programma di investimenti da 114 milioni di euro per l’ampliamento del terminal e l’adeguamento delle infrastrutture. Questo piano arriva in un momento di crescita per Caselle, rendendo ancora più delicata la discussione sull’integrazione con Sea.

Il futuro del sistema aeroportuale

Il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 promuove sistemi aeroportuali integrati e una maggiore cooperazione tra scali, ma separa chiaramente i territori di Torino, Genova e Cuneo da quelli di Milano, Bergamo e Brescia. L’eventuale integrazione societaria tra Sea e Sagat potrebbe andare oltre questa articolazione territoriale, sollevando domande sul futuro ruolo di Caselle all’interno di un sistema dominato dagli scali lombardi.

La sfida per Torino sarà sfruttare i vantaggi di un polo aeroportuale più forte senza perdere peso sulle decisioni che riguardano una delle infrastrutture strategiche del territorio. L’integrazione tra Sea e Sagat potrebbe rappresentare un’opportunità industriale per Caselle, ma solo se accompagnata da garanzie concrete sul rafforzamento dello scalo e sulla salvaguardia della sua autonomia strategica.

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