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Arrestato a Torino l’uomo sospettato di aver ucciso a coltellate un giovane a Parco Dora

Un ventenne senegalese è stato accoltellato a Torino: le indagini hanno portato all'arresto di un uomo rumeno, con possibili legami al traffico di stupefacenti.

Arrestato a Torino l’uomo sospettato di aver ucciso a coltellate un giovane a Parco Dora

Il 23 ottobre, poco prima del tramonto, il Parco Dora nella zona nord-ovest di Torino è diventato teatro di una tragedia. Un giovane di 19 anni, di origine senegalese, è stato trovato a terra con una profonda ferita all’addome, accanto a un monopattino elettrico. Nonostante l’intervento rapido del soccorso sanitario, la vittima è deceduta poco dopo il trasferimento in ospedale. L’accaduto ha suscitato immediata allarme tra i residenti, che hanno segnalato a police la presenza di una figura sospetta che si allontanava dalla scena.

Il ritrovamento della vittima e le prime ricostruzioni

Secondo le testimonianze raccolte, il primo testimone è stato un abitante dei condomini affacciati sul parco, il quale ha notato il giovane steso in posizione supina, circondato da una pozza di sangue, e una seconda persona che scappava a piedi. Sul luogo sono stati rinvenuti il monopattino e tracce di sangue, elementi fondamentali per le prime investigazioni. I soccorsi sono giunti intorno alle 18:30, ma le condizioni della vittima erano già critiche; è stato avviato il massaggio cardiaco da parte di un cittadino, senza però riuscire a salvare la vita del giovane.

Le indagini della Polizia e l’arresto del sospetto

Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine approfondita, coinvolgendo la Squadra mobile e le unità volanti per raccogliere le prime informazioni. Dopo aver analizzato le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, è stato identificato un uomo di 46 anni, nato in Romania e residente a Torino, di nome Dumitru Eusebiu Daviduta. Il sospetto è stato fermato pochi giorni dopo l’omicidio e presentato davanti al giudice per la convalida dell’arresto. L’avvocato difensore, Marco Latella, ha dichiarato che il suo assistito ha rilasciato dichiarazioni non ammissibili, ma le autorità ritengono di avere solide prove, tra cui l’ammissione di aver avuto una colluttazione con la vittima.

Possibili moventi: spaccio di droga e risse preesistenti

Le prime ipotesi investigative puntano a un legame tra l’omicidio e il spaccio di droga. Dalle indagini è emerso che, poco prima dell’aggressione, i due giovani avrebbero concordato un appuntamento, forse per uno scambio di sostanze stupefacenti. All’interno di uno zainetto rinvenuto vicino al corpo sono stati trovati due cellulari, suggerendo una conoscenza reciproca. Gli inquirenti stanno verificando se la lite sia degenerata in violenza o se vi siano motivi più legati a una riorganizzazione di spazi di mercato illecito nella zona.

Il contesto di sicurezza nel Parco Dora

Parco Dora, risultato della riqualificazione delle ex aree industriali lungo la Dora Riparia, è un ampio spazio verde frequentato da famiglie, sportivi e giovani. Negli ultimi anni, i residenti hanno più volte denunciato episodi di furti, aggressioni, atti di vandalismo e soprattutto spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nella zona della tettoia e nelle vie limitrofe (via Nole, via Val della Torre, via Balangero). Nel maggio 2024 era stato presentato un esposto per segnalare tali fenomeni; a novembre dello stesso anno le forze dell’ordine avevano disposto undici misure cautelari nei confronti di una presunta baby-gang coinvolta in rapine e aggressioni con taser e bottiglie. La morte del giovane a Parco Dora riaccende il dibattito sulla necessità di potenziare la sorveglianza e le attività di prevenzione nella zona.

Prossimi sviluppi giudiziari

L’arresto del sospetto apre una nuova fase del caso. Nelle prossime ore si terrà l’udienza di convalida, durante la quale il giudice valuterà la validità delle prove raccolte, tra cui il sequestro dello smartphone della vittima per analizzare messaggi, chiamate e contatti recenti. Parallelamente, le autorità continuano a visionare le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali complici. Gli inquirenti confidano di poter fornire ulteriori dettagli nelle ore successive, offrendo così alla cittadinanza una maggiore chiarezza su un crimine che ha scosso la tranquillità di un’area storicamente considerata un simbolo di rinascita urbana.

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