Un giovane di 14 anni di Rivoli ha visto aggravarsi la sua misura cautelare fino al trasferimento all’Istituto Penitenziario Minorile Ferrante Aporti di Torino. La decisione è arrivata dopo una serie di violazioni dei domiciliari e comportamenti violenti che hanno preoccupato le autorità.
La vicenda ha radici profonde, con il giovane già segnalato lo scorso gennaio per atti vandalici nel parcheggio di via Rombò, dove insieme ad altri coetanei aveva imbrattato auto con estintori in polvere.
La rapina nel parco Kranj e l’arresto
La notte del 6 maggioil 14enne ha compiuto un’azione ancora più grave: insieme a un complice, ha aggredito e rapinato uno studente di 15 anni nel parco pubblico Kranj. I due hanno minacciato la vittima, rubandole il borsello con documenti e telefono cellulare, per poi aggredirla con calci e pugni.
I Carabinieri della Stazione di Rivoli sono intervenuti rapidamente, arrestando il giovane e disponendo per lui la misura degli arresti domiciliari. Tuttavia, questa decisione non ha frenato il suo comportamento.
Violazioni ripetute e nuove aggressioni
Durante il periodo dei domiciliari, il ragazzo ha ripetutamente violato le prescrizioni, allontanandosi da casa per gran parte della giornata. Non solo: ha minacciato nuovamente la vittima della rapina e ha aggredito un edicolante dopo una scorribanda in monopattino in un centro commerciale.
Le ripetute violazioni e il comportamento violento hanno portato il Gip del Tribunale per i Minorenni di Torino a disporre l’aggravamento della misura cautelare. I Carabinieri hanno quindi eseguito il provvedimento, trasferendo il giovane al carcere minorile Ferrante Aporti.
Un precedente di vandalismo
Quella della rapina non era la prima segnalazione per il 14enne. Lo scorso gennaio, insieme ad altri due ragazzi, si era reso responsabile di atti vandalici nel parcheggio pubblico multipiano di via Rombò. In quell’occasione, il gruppo aveva utilizzato estintori in polvere per imbrattare diverse auto in sosta.
La madre del ragazzo, preoccupata e disperata per l’insubordinazione del figlio, ha chiesto aiuto ai militari, portando alla decisione finale di trasferirlo in carcere minorile.
Il giovane si trova ora al Ferrante Aporti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i Minorenni. Il provvedimento è stato emesso durante la fase delle indagini preliminari, e per l’indagato vige pertanto la presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva.



