La possibile riattivazione del forno di colata dell’impianto siderurgico di San Didero ha acceso preoccupazioni tra gli allevatori della Val di Susa. A farsi portavoce delle istanze del mondo agricolo è Coldiretti Torinoche ha formalizzato osservazioni rivolte alla Città Metropolitana di Torinol’ente competente per la valutazione dell’Impatto Ambientale del progetto presentato da AFV Acciaierie Beltrame S.p.A.. Il tema centrale è la salvaguardia delle attività zootecniche locali, molte delle quali sono storiche e legate all’allevamento di bovini da latte e alla trasformazione casearia.
Allarme di Coldiretti Torino per gli allevamenti della Val di Susa
Nel territorio attorno allo stabilimento sorgono aziende agricole che praticano il pascolamento all’aperto e, in alcuni casi, la monticazione in alpeggio, con vendita diretta di formaggi. Per questi produttori la qualità dell’aria, del suolo e delle acque sotterranee è un requisito imprescindibile per la salute degli animali e la sicurezza alimentare delle produzioni. Come sottolineato dal presidente Bruno Mecca Cici“I nostri agricoltori non sono contro l’industria“; tuttavia l’esperienza passata ha lasciato segni evidenti: “Ma proprio questi stessi allevamenti, in passato, hanno dovuto bloccare le proprie attività” a causa di eventi inquinanti legati all’attività siderurgica. Questo passato motiva, secondo Coldiretti, la richiesta di garanzie stringenti prima di qualsiasi riattivazione.
Richieste presentate alla Città Metropolitana di Torino
Le osservazioni depositate contengono misure concrete, orientate a prevenire ripercussioni sulle attività agricole e a garantire trasparenza sui dati ambientali. Tra le istanze avanzate figurano l’installazione di centraline di rilevamento di ultima generazione per il monitoraggio in tempo reale delle emissioni atmosferiche, con particolare attenzione a diossinefurani e polveri sottilie il monitoraggio continuativo delle matrici ambientali come suolo e acque sotterranee. I dati raccolti dovrebbero essere resi pubblici tempestivamente, così da permettere controlli indipendenti e rapida comunicazione alla comunità locale.
Campionamenti e blocco operativo in caso di anomalie
Oltre al monitoraggio ambientale, Coldiretti chiede campionamenti periodici sui foraggi e sui prodotti alimentari del territorio per verificare l’eventuale presenza di contaminanti. In caso di superamento delle soglie emissive, le osservazioni richiedono l’attivazione immediata di piani di blocco degli impianti e misure di autotutela per garantire la salute pubblica e la tutela economica delle aziende agricole. Il principio indicato dall’associazione è chiaro: la prevenzione e la reazione rapida devono prevalere per evitare nuovi danni al comparto zootecnico.
Richiesta di garanzie economiche da AFV Acciaierie Beltrame S.p.A.
Un’altra componente rilevante delle osservazioni riguarda la responsabilità economica in caso di contaminazioni che costringessero i produttori ad interrompere o distruggere le produzioni. Coldiretti chiede che AFV Acciaierie Beltrame S.p.A. stipuli una fideiussione capace di coprire i danni subiti dalle aziende agricole, non solo per la perdita delle vendite ma anche per tutte le spese sostenute durante il periodo di blocco. L’obiettivo dichiarato è che eventuali oneri legati a conseguenze inquinanti non ricadano sui produttori locali, tutelando così la filiera alimentare e la sicurezza dei consumatori.
Le istanze depositate alla Città Metropolitana di Torino sintetizzano la tensione tra industria e agricoltura in un’area dove l’allevamento da latte rappresenta una componente storica dell’economia locale e dell’identità territoriale. Come osserva ancora il presidente Bruno Mecca Cici“Ma dopo tutto quello che è successo è legittimo che gli allevatori non si fidino“: quella fiducia, per Coldiretti, può essere riconquistata solo attraverso misure chiare, verificabili e legalmente vincolanti che mettano al primo posto la salute degli animali e la salubrità delle produzioni.
La procedura di valutazione ambientale è nelle mani della Città Metropolitana di Torinoche dovrà esaminare le osservazioni presentate e stabilire quali condizioni imporre, se del caso, prima di autorizzare qualsiasi intervento di riattivazione. Nel frattempo, gli allevatori e le organizzazioni agricole restano in attesa di risposte concrete sulle garanzie richieste.



