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Piante acquatiche nel Po di Torino: emergenza pulizia prima della competizione

Il Po a Torino è invaso da alghe e piante acquatiche, mettendo a rischio una regata. Scopri le cause e gli interventi in corso.

Piante acquatiche nel Po di Torino: emergenza pulizia prima della competizione

Il fiume Po a Torino sta vivendo una trasformazione insolita. Già all’inizio dell’estate, ampie distese di vegetazione acquatica stanno emergendo con settimane di anticipo rispetto agli anni precedenti, modificando il paesaggio fluviale e creando problemi per gli sportivi e gli ambientalisti.

Le alte temperature e la ridotta portata d’acqua hanno creato le condizioni ideali per la proliferazione di alghe e piante acquatiche. Questo fenomeno, oltre a cambiare l’aspetto del fiume, sta influenzando le attività sportive, in particolare il canottaggio, e richiede interventi urgenti di pulizia.

Le cause della proliferazione delle alghe

La crescita delle alghe nel Po è legata a diversi fattori climatici. Le precipitazioni inferiori alla media e il progressivo abbassamento dei livelli idrici hanno ridotto la velocità della corrente, favorendo la proliferazione di specie vegetali che trovano nelle acque più calme un ambiente ideale per crescere.

Gli esperti sottolineano che la presenza di alghe non è necessariamente un segnale di peggioramento della qualità dell’acqua. Tuttavia, una crescita eccessiva può alterare l’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con possibili ripercussioni sulla fauna acquatica e sull’ossigenazione dell’acqua.

Le conseguenze per gli sportivi

Tra i più colpiti dal fenomeno ci sono i circoli remieri torinesi. Gli atleti segnalano difficoltà durante gli allenamenti, con remi e imbarcazioni che finiscono spesso impigliati nella vegetazione sommersa. Questo non solo compromette l’attività sportiva, ma richiede anche maggiori interventi di manutenzione e pulizia.

Il Comune di Torino è in corsa contro il tempo per pulire il fiume prima di una regata organizzata da uno dei circoli canottieri. L’obiettivo è far sparire le chiazze verdi entro domenica, ma l’operazione si rivela complessa a causa della presenza di dieci diverse piante acquatiche, alcune autoctone e altre esotiche.

Il ruolo del cambiamento climatico

Il caso del Po torinese rappresenta uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici che stanno interessando il Nord Italia. Le alternanze tra lunghi periodi asciutti e precipitazioni concentrate in pochi episodi estremi stanno modificando il comportamento dei corsi d’acqua, rendendo sempre più frequenti fenomeni che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali.

Questo scenario richiede una maggiore attenzione e interventi mirati per preservare l’equilibrio degli ecosistemi fluviali e garantire la sicurezza e la qualità delle attività sportive e ricreative lungo le rive del fiume.

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