Con l’arrivo dell’estate, torna a Torino la rassegna estiva promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema: Un’Estate al Cinema. Dal 4 giugno all’8 agosto 2026 la manifestazione propone un calendario distribuito su più luoghi con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al cinema all’aperto attraverso proiezioni gratuite, incontri e attività formative.
La 14ª edizione si presenta con un cartellone ampio: 35 appuntamenti, 30 film, 6 talk e 2 workshop, oltre a oltre venti ospiti che attraversano mondo del cinema, della filosofia e della ricerca sociale. Grande attenzione è riservata ai quartieri periferici e alle esperienze di rete dal basso.
Luoghi e logistica: una rassegna diffusa sul territorio
La forza dell’iniziativa sta nella presenza capillare sul territorio: la rassegna coinvolge 11 spazi tra Torino, Moncalieri ed Exilles, alternando cortili, giardini e hub culturali. In città le proiezioni e gli incontri animeranno aree come Barriera di Milano, San Donato, il Centro Interculturale e la storica Cascina Roccafranca; fuori dal capoluogo sono confermate tappe a Val Cenasco Landhouse di Moncalieri e nelle sedi espositive di Exilles.
Spazi urbani e periferie
La programmazione privilegia luoghi di comunità: dal Community Hub di via Baltea ai Bagni di via Agliè, dalle Raffinerie Sociali a Sa Lolla. Questo approccio punta a creare contesti di partecipazione dove le proiezioni diventano occasione di incontro tra operatori culturali, associazioni e cittadini.
Temi e titoli: dalla solidarietà al paesaggio
Il cartellone 2026 costruisce fili tematici che spaziano dall’inclusione sociale alle migrazioni, dalla questione palestinese all’ambiente. Accanto a film d’autore e classici, la selezione comprende documentari e opere pensate per le famiglie, con serate dedicate all’animazione e proiezioni scelte in collaborazione con realtà associative.
Focus tematici principali
Tra i titoli che affrontano l’inclusione sociale figurano Giovani madri dei fratelli Dardenne, il documentario Tanto di cappello sugli artisti di strada e pellicole come Si può fare che riflettono sul riscatto e sulle pratiche creative. Le migrazioni sono raccontate da film come Non dirmi che hai paura, The Milky Way e Manodopera, opere che intrecciano storie individuali e trasformazioni territoriali.
La rassegna dedica inoltre uno spazio alla questione palestinese con proiezioni come The Sea e Tutto quello che resta di te, mentre il rapporto con la natura e il paesaggio appare in titoli come Ambin – La roccia e la piuma, Il buco e Il vento fa il suo giro, quest’ultimo scelto per la serata conclusiva a Exilles.
Ospiti, formazione e momenti speciali
Oltre alle proiezioni, il programma include incontri con registi e intellettuali: tra i nomi confermati ci sono Maurizio Zaccaro, Sergio Scavio, Luigi D’Alife e Angelo D’Agostino. Il momento clou è il talk del 4 luglio ai Bagni di via Agliè che vedrà la partecipazione del filosofo e neuroscienziato argentino Miguel Benasayag, in dialogo con la curatrice Lisa Parola su temi che riguardano le nuove generazioni e le forme espressive contemporanee.
Workshop e programmazione per i giovani
Il progetto include due workshop inseriti nel public program di Enigma Residente 2, pensati per giovani professionisti e appassionati del settore. Le attività formative puntano a mettere in relazione saperi pratici e riflessioni teoriche, favorendo la costruzione di competenze e reti locali.
La rassegna è curata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) e sostenuta da numerosi partner istituzionali e associativi tra cui il Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT e diversi enti locali e cooperative. Alcune proiezioni si svolgono al chiuso in caso di maltempo, ma la regola resta l’esperienza open air.
In chiusura, Un’Estate al Cinema 2026 conferma la sua vocazione come progetto culturale diffuso e accessibile, capace di mettere al centro le periferie, i giovani e le reti di collaborazione territoriale attraverso il linguaggio del cinema, del dibattito e della formazione.


