La sequenza di giornate calde che ha interessato il Piemonte ha raggiunto un nuovo apice nella notte tra il 27 e il 28 maggio, quando a Torino la temperatura minima non è scesa sotto i +23,7°C. Il dato, certificato dalla stazione Arpa Piemonte di Via della Consolata, supera il precedente primato di +22,5°C registrato il 25 maggio 2009 ed è il nuovo riferimento per il mese di maggio nella serie statistica omogeneizzata partita nel 1753.
Dietro questo valore anomalo c’è una combinazione di fattori: l’afflusso di aria molto calda legato a un anticiclone subtropicale, la presenza di una copertura nuvolosa di stratocumuli e altocumuli che ha limitato il raffreddamento notturno e una ventilazione debole. Nel frattempo, durante la giornata del 27 maggio si sono registrate massime estreme in molte zone, con picchi fino a 36-37°C in pianura e valori da record in vari capoluoghi.
Dove sono caduti i record e i valori più significativi
Oltre a Torino, diverse stazioni Arpa Piemonte hanno rilevato minime eccezionali. Tra i casi segnalati figurano Alessandria Lobbi con +18,4°C (precedente +17,4°C del 29 maggio 2017), Cuneo con +22,6°C (precedente +20,8°C del 29 maggio 2017) e Verbania Pallanza con +22,1°C (precedente +20,3°C del 29 maggio 2017). In altre località i valori si sono avvicinati ai record storici o li hanno sfiorati, confermando l’ampiezza dell’anomalia termica.
Elenco delle minime segnalate
I dati diffusi dal meteorologo Andrea Vuolo evidenziano anche: Asti +17,1°C (record mensile ancora +17,8°C del 19 maggio 2026), Biella +21,6°C (record di +22,7°C del 27 maggio 2026), Novara +21,4°C (record +21,7°C del 25 maggio 2009), Torino Giardini Reali +20,9°C (precedente +20,0°C del 28 maggio 2017) e Vercelli +20,5°C (precedente +19,9°C del 25 maggio 2009). Questi valori, in alcuni casi, sono tipici delle notti più calde di luglio o agosto.
Massime eccezionali e segnali in quota
La giornata del 27 maggio è stata definita storica anche per le temperature massime: in molte pianure si sono raggiunti i 32-34°C, con punte fino a 36-37°C nell’Alessandrino. A Torino, nella stazione dei Giardini Reali, la massima ha toccato i 34,9°C, mentre ad Alessandria si è registrato un valore di 35,8°C, vicino al record di maggio del 2009.
Non solo pianura: il caldo si è esteso anche in quota, con la soglia dei 30°C che si è spinta fino a circa 900 metri sulle Alpi e uno zero termico che ha superato i 4.200 metri, segnali della consistenza dell’ondata subtropicale.
Rischio temporali e evoluzione meteo
Dopo la fase di caldo intenso, le previsioni indicano un aumento dell’instabilità nelle ore pomeridiane e serali. Sono attesi temporali di calore sulle aree alpine con possibile estensione alle pianure; i fenomeni potranno essere localmente intensi e accompagnati da nubifragi e grandinate con chicchi fino a 2-3 centimetri. Le zone più esposte includono il Cuneese, il Torinese, il Canavese, il Biellese, il Verbano, l’alto Novarese e le colline del Po.
Impatto atteso e raccomandazioni
I temporali, pur potendo alleviare temporaneamente il caldo con un calo termico locale, possono provocare danni puntuali per grandine e forti rovesci. Le autorità e i servizi meteorologici raccomandano prudenza e monitornaggio delle allerte locali. Secondo le analisi citate, il ritorno a valori termici più vicini alle medie stagionali non è immediato: è probabile un riallineamento delle temperature a inizio della settimana successiva.
Misure di tutela e servizi alla popolazione
Nelle città il caldo ha già spinto le amministrazioni ad attivare servizi di supporto. A Torino sono stati predisposti 19 centri climatizzati distribuiti per Circoscrizione, aperti gratuitamente per offrire sollievo alle persone più fragili, in particolare anziani e chi è a rischio. La rete di accoglienza mira a ridurre gli effetti dell’ondata di calore e a fornire spazi ombreggiati e climatizzati.
In sintesi, il Piemonte ha sperimentato una fase di caldo fuori stagione con recordstorici sia sulle minime notturne sia sulle massime diurne; nei prossimi giorni l’atmosfera potrebbe evolvere verso condizioni più instabili con temporali locali, mentre un ritorno stabile alle medie dovrebbe attendere qualche giorno.