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BreakCotto, inclusione e innovazione nella ristorazione automatica

BreakCotto è passata da un singolo distributore in una scuola a un progetto globale che integra formazione, lavoro e sostenibilità sociale mantenendo attenzione alle opportunità fiscali per le aziende clienti

BreakCotto, inclusione e innovazione nella ristorazione automatica

Nata quasi per gioco nel 2026 con la gestione di un unico distributore automatico in una scuola, BreakCotto si è trasformata in un esempio concreto di come innovazione sociale e impresa possano andare a braccetto. Frutto della collaborazione tra Chicco Cotto e la multinazionale IVS Italia, l’azienda torinese ha costruito un percorso che coniuga produzione di servizi e inclusione lavorativa per giovani e adulti con disabilità.

Questa evoluzione ha attirato attenzione internazionale: i risultati pratici del progetto sono stati presentati ufficialmente all’ONU a New York nel 2026 e poi condivisi in un’occasione a Parigi presso UNESCO. Il riconoscimento non riguarda solo la crescita dell’attività, ma soprattutto la capacità di creare un modello replicabile di integrazione nel settore della ristorazione automatica.

Genesi e filosofia aziendale

All’origine del progetto c’è l’idea semplice di coniugare un servizio quotidiano con un fine sociale: gestire distributori automatici proponendo una formazione mirata ai lavoratori con disabilità. Il risultato è una realtà che agisce su due fronti contemporaneamente: offrire un prodotto affidabile ai clienti e costruire percorsi di autonomia professionale. In questo contesto il termine inclusione non è solo uno slogan ma una pratica operativa che coinvolge selezione, formazione e affiancamento sul posto di lavoro.

La collaborazione industriale

La sinergia tra un imprenditore locale come Chicco Cotto e una realtà internazionale come IVS Italia ha reso possibile scalare il progetto senza perdere il controllo sulla qualità sociale. L’unione di competenze tecniche e di know-how organizzativo ha favorito la messa a punto di procedure che valorizzano il lavoro delle persone coinvolte, permettendo al contempo ai clienti di ricevere un servizio professionale e sostenibile.

Riconoscimenti e diffusione internazionale

L’invito a presentare il modello al dibattito internazionale ha segnato una tappa importante: l’attenzione dell’ONU nel 2026, seguita da un intervento a UNESCO, ha aumentato la visibilità del progetto e ha aperto canali di scambio con istituzioni e grandi gruppi. Queste occasioni hanno permesso a BreakCotto e ai suoi operatori di esporre metodologie, risultati e difficoltà, trasformando l’esperienza piemontese in un caso di studio per altre realtà interessate all’inclusione lavorativa.

La voce dell’azienda

Andrea Bonsignori, presidente di BreakCotto, ha raccontato che l’obiettivo è spiegare come la collaborazione tra grandi realtà imprenditoriali e il valore offerto da persone con disabilità possano generare un modello economico equo e scalabile. Secondo Bonsignori la vera inclusione si misura sulla capacità di estendere opportunità concrete, non solo di dichiararle, e di adattare processi produttivi affinché siano accessibili a tutte le persone.

Vantaggi per le aziende clienti

Scegliere i distributori di BreakCotto porta benefici tangibili: oltre a supportare l’integrazione sociale, le aziende clienti possono adempiere agli obblighi delle quote protette e accedere a specifici sgravi fiscali. Il progetto si pone quindi come soluzione win-win: consente alle imprese di migliorare la propria responsabilità sociale d’impresa e contemporaneamente di ottimizzare la gestione delle risorse umane obbligatorie per legge.

In termini pratici, il servizio fornito prevede manutenzione, rifornimento e formazione continua degli operatori, con procedure studiate per garantire standard elevati di qualità. L’approccio integra aspetti commerciali e sociali, rendendo più semplice per i clienti adottare soluzioni che siano allo stesso tempo efficaci e etiche.

Prospettive e sostenibilità

Guardando avanti, BreakCotto ambisce a consolidare il proprio modello replicandolo in contesti diversi, mantenendo centrale la formazione e la valorizzazione delle persone. La sfida è trasformare un’esperienza locale in un modello sostenibile che possa essere adottato anche da grandi gruppi e amministrazioni pubbliche, senza perdere l’identità sociale che la caratterizza.

Per chi volesse seguire gli sviluppi dell’iniziativa, l’azienda mantiene canali di comunicazione aggiornati per aziende e cittadini interessati a conoscere le opportunità offerte dal progetto. L’interesse istituzionale dimostra che soluzioni pragmatiche e orientate alla persona possono attrarre attenzione e aprire nuove possibilità di collaborazione internazionale.

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