Nei giorni scorsi, a Palazzo Lomellini a Rivarolo Canavese è stata ufficialmente presentata la Cer Rivarolo la nuova Comunità Energetica Rinnovabile promossa dal Comune capofila. L’iniziativa era stata approvata lo scorso mese in Consiglio Comunale e la gestione è stata affidata ad Aeg Coop di Ivrea società che opera sul territorio.
All’interno del progetto hanno aderito, oltre a Rivarolo, i Comuni di OglianicoFelettoSalassa e Favria creando così una rete territoriale volta a produrre, condividere e consumare energia rinnovabile all’interno di un’area geografica definita.
Scelta del partner e motivazioni del Comune
Il Sindaco Martino Zucco Chinà ha spiegato che la decisione è frutto di un confronto tra offerte diverse e di una valutazione del radicamento sul territorio. «In una logica di territorio – ha dichiarato il Sindaco Martino Zucco Chinà – abbiamo lavorato sul progetto e, dopo aver confrontato le diverse offerte, abbiamo optato per Aeg che è radicata sul territorio e ha già costituito altre Comunità Energetiche in Canavese. Rivarolo ha fatto una scelta per il bene dei cittadini e delle imprese e i Comuni limitrofi si sono uniti a noi.»
Ruolo di Aeg Coop di Ivrea
Aeg Coop di Ivrea è stata scelta come operatore per la sua esperienza locale: «Aeg che è radicata sul territorio e ha già costituito altre Comunità Energetiche in Canavese.» La cooperativa proporrà modelli di integrazione tra impianti esistenti, utenze residenziali e attività produttive, privilegiando soluzioni che non comportino consumo di suolo.
Caratteristiche e finalità della comunità energetica
La Comunità Energetica Rinnovabile è pensata come un insieme di cittadini, imprese ed enti che condividono l’obiettivo di produrre e utilizzare energia da fonti rinnovabili all’interno di uno stesso ambito territoriale. Il progetto della Cer Rivarolo vuole ridurre inefficienze di sistema e favorire un approccio locale alla produzione energetica.
Andrea Ardissone di Aeg ha illustrato il quadro tecnico e le ragioni dell’intervento: «Le Comunità Energetiche sono necessarie per mitigare i significativi impatti ambientali. Attualmente, il sistema, per reggere l’elevata utenza, deve produrre l’11% in più di energia, ora per ora, il che significa che a livello nazionale è inefficiente. Quindi è necessario ragionare in termini locali, creando appunto Comunità Energetiche.» Questo dato del 11% è stato usato per sottolineare le perdite e gli sprechi della gestione centralizzata rispetto a un approccio distribuito.
Impatto sociale e ambientale
Il progetto include anche una componente di mutualità: il Vicesindaco Marina Vittone ha evidenziato che una parte degli incentivi sarà destinata al territorio, con un meccanismo che prevede l’assegnazione del 10% a interventi sociali e ambientali. Questo meccanismo è pensato per creare benefici tangibili oltre al risparmio energetico, sostenendo servizi locali o iniziative green.
La presenza di rappresentanti di enti economici locali ha contribuito a chiarire le potenzialità per il mondo agricolo e produttivo: Tiziana Merlo di Coldiretti ha definito l’iniziativa «Si tratta di una buona opportunità – ha aggiunto Tiziana Merlo, Coldiretti – soprattutto per le aziende agricole. L’importante che non nascano nuovi impianti fotovoltaici a terra.» In risposta, Aeg ha ribadito che la propria politica non contempla il consumo di suolo, confermando l’intenzione di privilegiare installazioni su tetti, strutture esistenti e soluzioni integrate che non impattino il paesaggio agricolo.
Adesione dei Comuni del Canavese e reazioni istituzionali
I Sindaci dei Comuni coinvolti hanno partecipato alla presentazione: erano presenti Domenico Rolando (Sindaco di Oglianico), Cristina Ferrero (Sindaco di Feletto) e Roberta Bianchetta (Sindaco di Salassa). Il Sindaco di Favria, Vittorio Bellone era assente per altri impegni. Tutti gli amministratori hanno espresso soddisfazione per l’avvio di una collaborazione che viene vista come un’opportunità concreta per cittadini, imprese e enti del territorio.
La rete di Comuni che si è costituita intorno alla Cer Rivarolo mira a sperimentare modelli replicabili in altre aree del Canavese, favorendo un approccio coordinato alla transizione energetica, sostenuto da politiche locali e da partner con esperienza nel settore.
Infine, la presentazione ha sottolineato l’importanza di mettere al centro la partecipazione collettiva e la tutela del territorio: la Cer Rivarolo si propone come un laboratorio per unire tecnologie, comunità e imprese in vista di un uso più efficiente e responsabile dell’energia.



