Un dramma nel dramma si è consumato a Moncalieri, dove il funerale di Maria D’Amato, storica bidella della scuola di Borgata Tagliaferro, è stato annullato all’ultimo momento. La famiglia, già provata dal lutto, si è trovata a fronteggiare una situazione surreale quando il carro funebre non si è presentato il giorno stabilito. La vicenda ha scatenato una polemica tra i familiari e l’agenzia di onoranze funebri, con accuse reciproche e denunce.
La scomparsa di Maria D’Amato e l’offerta dell’agenzia di onoranze funebri
Maria D’Amato, amata bidella della scuola di Borgata Tagliaferro, è morta nei giorni scorsi. L’impresario dell’agenzia di onoranze funebri Cerutti, che da bambino aveva frequentato lo stesso istituto, si è presentato ai quattro figli di Maria offrendo i suoi servizi per il funerale. “Ci pensiamo noi – ha detto – Maria si merita tutto il rispetto”. La spesa complessiva prevista era di 4600 euro.
Le disposizioni di Maria e i problemi con la banca
Maria aveva lasciato disposizioni precise per il suo funerale: cremazione con spese a proprio carico e soldi già messi da parte sul conto in banca. Tuttavia, la banca ha richiesto una fattura intestata alla donna per autorizzare il bonifico all’impresa funebre, lasciando “congelati” i fondi necessari per le spese funerarie. L’impresario avrebbe spiegato ai figli di non poter emettere fattura per un problema tecnico, chiedendo però un anticipo di 1000 euro in contanti. Solo più tardi si è presentato con due fatture da 600 euro e 4000 euro che i familiari non hanno potuto pagare immediatamente perché la banca aveva chiuso gli sportelli per il weekend.
Il giorno del funerale: l’attesa inutile e il panico
Sabato 5 settembre, nella Rsa di La Loggia dove si erano radunati parenti e amici per l’ultimo saluto a Maria D’Amato, il carro funebre non è mai arrivato. L’impresario non ha più risposto al telefono, neanche agli agenti della polizia Locale. Niente chiusura della bara, niente funerale. Solo le lacrime dei figli e dei familiari per il dolore e l’umiliazione.
L’intervento delle autorità e il funerale rinviato
La vicenda è finita nella caserma dei carabinieri, mentre un’altra impresa di onoranze funebri, “La Sindone”, ottenuta l’autorizzazione del pm di turno, si è fatta carico del funerale, che è stato celebrato due giorni dopo, lunedì. “Approfittano del dolore e della fragilità delle persone, che nel momento del lutto pagherebbero di tutto”, dice Angelo, uno dei figli di Maria. “Ma nel nostro caso è andata male a loro, perché nostra madre aveva già messo da parte i soldi per il suo funerale. Mentre quell’impresario ci ha lasciati in mezzo alla strada rifiutandosi di chiudere la bara”.
La replica dell’impresario e la denuncia
Il titolare dell’agenzia di onoranze funebri di Moncalieri ha replicato alle accuse, spiegando che non si è presentato al funerale per due motivi principali. Innanzitutto, non era stato firmato alcun contratto con la famiglia. “Il documento era pronto, ma i familiari della signora temporeggiavano”, ha dichiarato. Inoltre, l’impresario ha spiegato che la procedura di dispersione delle ceneri è molto costosa e richiede un anticipo significativo. “Quando ho capito che non mi sarebbe stato dato, ho detto chiaramente ai familiari dell’anziana che non avrei svolto io il funerale”, ha aggiunto.
La famiglia si è affidata all’avvocato Concetta Vergallito, decisa a procedere anche in sede legale. La cremazione è avvenuta ieri mattina, a Mappano. La vicenda ha sollevato un dibattito sulla serietà e l’etica delle agenzie di onoranze funebri, mettendo in luce la necessità di maggiore trasparenza e rispetto verso le famiglie in un momento così delicato.



