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Lavoro nero: 9 dipendenti sanzionati dalla Guardia di Finanza

Scoperta la rete di lavoro nero in una pizzeria di Ciriè: multe record e possibile chiusura.

Lavoro nero: 9 dipendenti sanzionati dalla Guardia di Finanza

Nel corso di un consueto giro ispettivo, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Torino si sono concentrate su una pizzeria con servizio di asporto presente sia a Ciriè sia a San Maurizio Canavese. L’intervento, voluto per verificare il rispetto delle norme fiscali e contributive, ha rivelato una situazione di lavoro nero che ha colpito diversi collaboratori dell’esercizio.

Le verifiche hanno permesso di identificare ben nove individui impegnati in attività lavorative senza alcuna copertura contrattuale. Il quadro è stato ricostruito grazie all’analisi dei registri di cassa, alle testimonianze dei dipendenti e alla comparazione dei dati tributari con le reali operazioni svolte nei locali di Ciriè e San Maurizio Canavese.

Il controllo che ha portato alla scoperta dei lavoratori irregolari

Durante l’ispezione, le autorità hanno effettuato un controllo incrociato tra le dichiarazioni fiscali dell’attività e i flussi di denaro gestiti quotidianamente. La disparità tra le entrate registrate e la presenza di personale non dichiarato ha immediatamente sollevato sospetti. Gli ispettori hanno svolto interviste sul posto, hanno esaminato le buste paga e hanno verificato le modalità di versamento degli stipendi, evidenziando gravi violazioni delle disposizioni sulla tracciabilità dei pagamenti.

Ruoli coinvolti e modalità di pagamento

Il personale identificato comprendeva il pizzaiolo il suo aiutante il cuoco gli addetti alle consegne il cassiere e gli operatori presenti al bancone. Tutti questi collaboratori hanno percepito le retribuzioni esclusivamente in contanti configurando una chiara violazione delle norme che impongono la tracciabilità dei pagamenti salariali. L’uso del denaro contante ha impedito la registrazione dei contributi previdenziali e delle imposte dovute, creando così una forma di evasione sia per l’impresa sia per lo Stato.

Le sanzioni economiche e la proposta di sospensione

Alla luce delle irregolarità accertate, la Guardia di Finanza ha inflitto al titolare della pizzeria una maxi-sanzione variabile da 1.950 a 11.700 euro per ciascun lavoratore irregolare, per un totale di 35.100 euro. Oltre a ciò, è stata applicata un’ulteriore penale per i pagamenti in contanti, con importi compresi tra 1.000 e 5.000 euro per ogni versamento non tracciato, che ha portato a una somma aggiuntiva di 47.000 euro. In somma, le multe ammontano a 82.100 euro.

Parallelamente, i militari hanno richiesto al competente Ufficio l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività dell’esercizio di ristorazione, da mantenere fino a quando tutti i dipendenti non saranno regolarmente inquadrati e i pagamenti non saranno adeguatamente tracciati. La misura cautelare è intesa a garantire il rispetto delle norme e a proteggere i diritti dei lavoratori coinvolti.

La vicenda sottolinea la duplice missione della Guardia di Finanza: da un lato la tutela dei diritti dei lavoratori spesso privi di coperture previdenziali, e dall’altro la lotta contro l’evasione fiscale e contributiva. L’intervento dimostra, inoltre, l’impegno dell’Amministrazione nel mantenere una concorrenza leale, sanzionando chi riduce illegalmente i costi del lavoro a danno delle imprese oneste.

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