Torino, città di trasformazioni e innovazione si racconta attraverso una nuova mostra che unisce moda e arte. Dal 15 ottobre 2026 al 22 febbraio 2027, Palazzo Madama ospita ‘Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e Modernità 1884-1961’, un viaggio attraverso un secolo di storia cittadina.
La mostra, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, Maria Paola Ruffino e Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, con la consulenza scientifica di Clelia Arnaldi di Balme, esplora come il corpo umano sia stato rappresentato, vestito e trasformato in risposta ai cambiamenti sociali, economici e culturali.
Torino: una città in continua evoluzione
Dopo aver perso il ruolo di capitale del Regno d’Italia nel 1865, Torino ha saputo reinventarsi attraverso l’industria, la cultura e l’arte. La mostra si inserisce in un percorso che inizia con ‘MonumenTo, la forma della memoria’, spostando l’attenzione dalle architetture alle persone, ai loro gesti e al loro abbigliamento.
Attraverso dipinti, sculture, abiti, fotografie, manifesti e documenti, il percorso espositivo accompagna i visitatori in un viaggio che parte dall’Esposizione Generale Italiana del 1884 fino alla grande mostra di Italia ’61. La città viene vista come un organismo vivente, in continua trasformazione, e il corpo come luogo in cui i cambiamenti della modernità diventano visibili.
Le sezioni della mostra
La mostra è suddivisa in quattro sezioni, ciascuna delle quali racconta un momento cruciale della storia torinese.
La Torino borghese di fine secolo
La prima sezione è dedicata alla Torino borghese di fine Ottocento, che, perduto il ruolo di capitale, afferma quello di capitale industriale e manifatturiera. I dipinti di Enrico Junck ed Enrico Reycend riflettono l’immagine di una città attiva e fiduciosa nello sviluppo e nel progresso.
L’influenza dell’Art Nouveau
Nel 1902, Torino accoglie le grandi esperienze europee dell’Art Nouveau, della secessione viennese e delle scuole tedesche. Le danzatrici modellate da Edoardo Rubino per la rotonda dell’Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna trasmettono un’energia palpabile, che sospinge alla ricerca di nuovi spazi e libertà.
Gli anni Venti e Trenta
Negli anni Venti e Trenta, Torino diventa la capitale della moda in Italia. La moda dialoga con le nuove idee di emancipazione e libertà, soprattutto femminile. Le linee si semplificano e scivolano sul corpo, libere da sottostrutture, per seguire sempre il movimento. La città viene ridisegnata dal razionalismo, e trovano spazio le ricerche di Felice Casorati e dei Sei di Torino.
La ripresa del secondo dopoguerra
La quarta sezione è dedicata alla ripresa del secondo dopoguerra, quando Torino diventa centro dello sviluppo industriale e della nascente società dei consumi. La città si trasforma, e con essa il modo di vivere e di vestire.
La moda come linguaggio
La mostra utilizza le forme della moda come un vero e proprio linguaggio, un sistema complesso di segni, per raccontare come Torino abbia saputo individuare i suoi punti di forza e seguire nuove linee di sviluppo. Oltre quaranta abiti di sartorie torinesi illustrano l’eccellenza di un settore produttivo prevalentemente femminile, che all’inizio del Novecento copriva circa un quinto della forza lavoro cittadina.
La mostra ‘Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e Modernità 1884-1961’ è un’occasione unica per scoprire come Torino abbia saputo reinventarsi attraverso la moda e l’arte, diventando un centro economico e culturale di primaria importanza.



