24 Maggio 2026 ☀ 30°

Escursionista cade sul Monte Mucrone: soccorsi con elisoccorso e tecnici

Un intervento in quota ha visto impegnati <strong>Soccorso alpino</strong>, <strong>elisoccorso</strong> e vigili del fuoco per recuperare un escursionista caduto in un pendio ripido e trasportarlo in ospedale in codice rosso.

Escursionista cade sul Monte Mucrone: soccorsi con elisoccorso e tecnici

Un escursionista ha riportato gravi ferite dopo una caduta di circa cento metri lungo un costone del Monte Mucrone, nelle Alpi biellesi. L’allarme è stato lanciato intorno alle 16.30 e sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso alpino piemontese insieme all’elisoccorso di Azienda Zero. La dinamica ricostruita dagli operatori indica che la persona è scivolata mentre percorreva un sentiero compreso tra la spalla del monte e il vicino lago, perdendo l’equilibrio e precipitando lungo un pendio molto ripido, situazione che ha reso necessario un intervento aereo.

L’intervento aereo e l’accesso alla zona

L’elisoccorso del 118 è stato inviato per localizzare il ferito e ha operato con la tecnica del verricello per calare l’equipe sanitaria direttamente nel punto di intervento, dove l’accesso via terra era difficile e pericoloso. Il ricorso al velivolo ha permesso di raggiungere il luogo in tempi contenuti e di mettere in sicurezza la scena, consentendo agli operatori di valutare rapidamente le condizioni del paziente. La sinergia tra piloti, sanitari ed esperti del Soccorso alpino è risultata fondamentale per ridurre i tempi di esposizione alle intemperie e al rischio di ulteriori movimenti sul pendio.

Prime fasi di soccorso e tecniche impiegate

All’arrivo, l’équipe ha dovuto affrontare una situazione critica: il ferito presentava un politrauma con il sospetto di coinvolgimento della colonna vertebrale, circostanza che ha imposto manovre di stabilizzazione molto rigorose. Le operazioni di contenimento hanno incluso l’immobilizzazione della testa e del tronco e le procedure per il posizionamento su una barella rigida, pratiche note come imbarellamento, effettuate per ridurre il rischio di aggravamento del quadro neurologico. Solo dopo il consolidamento delle condizioni iniziali il paziente è stato caricato sull’elicottero per il trasporto in ospedale.

Trasporto e quadro clinico al momento della partenza

Una volta completate le manovre sul posto, il ferito è stato imbarcato sull’elicottero e trasferito al presidio ospedaliero, dove è stato ricoverato in codice rosso. Il personale sanitario ha valutato la necessità di ulteriori accertamenti radiologici e di un trattamento multidisciplinare per le lesioni multiple. La tempestività nel coordinamento tra elisoccorso e team sanitari ha contribuito a stabilizzare il paziente durante il volo, mentre le condizioni cliniche saranno oggetto di approfondimenti ospedalieri per definire eventuali interventi specialistici.

Elementi di complessità nella fase di evacuazione

La presenza di un pendio molto ripido e la distanza dalla viabilità ordinaria hanno aumentato il livello di difficoltà dell’operazione: la necessità di operare con il verricello e di eseguire un imbarellamento in quota ha imposto protocolli stringenti per la sicurezza degli operatori e del paziente. Gli equipaggi hanno monitorato costantemente i parametri vitali del ferito e mantenuto le precauzioni per la tutela della colonna vertebrale durante ogni fase di spostamento, seguendo le linee guida per il soccorso in ambiente montano.

Assistenza ai presenti e gestione della scena

Mentre il paziente veniva stabilizzato e trasportato, le squadre a terra del Soccorso alpino locale hanno accompagnato la moglie dell’escursionista, che stava scendendo insieme ad altre persone trovate sul posto. La donna è stata raggiunta, messa in sicurezza e accompagnata a valle con un mezzo fuoristrada, scelto per l’idoneità al percorso e per garantire un trasferimento rapido e protetto. Sul luogo delle operazioni erano inoltre presenti i vigili del fuoco, coordinati con gli altri corpi per assicurare la logistica dell’intervento e la messa in sicurezza dell’area.

Coordinamento tra i soccorsi e precauzioni finali

Il caso evidenzia l’importanza del coordinamento interforze in interventi in ambiente montano: dal Soccorso alpino all’elisoccorso di Azienda Zero, passando per i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, ogni ente ha svolto un ruolo definito per garantire efficacia e sicurezza. Le azioni messe in campo hanno consentito il rapido recupero del ferito e la gestione dei familiari, limitando i rischi per le persone coinvolte e per gli operatori. Le autorità competenti potrebbero successivamente ricostruire dettagliatamente la dinamica e verificare le condizioni del sentiero utilizzato.

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