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Corteo del 31 gennaio 2026 e il giudizio a Millesimo: i punti cruciali

Scopri cosa è successo al corteo, le accuse di incitamento e i nuovi provvedimenti contro gli attivisti torinesi.

Corteo del 31 gennaio 2026 e il giudizio a Millesimo: i punti cruciali

Il procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio di Stefano Millesimo per la manifestazione avvenuta il 27 settembre 2025. L’imputato è stato accusato di incitamento a delinquere un reato che prevede la spinta a compiere atti illeciti contro l’ordine pubblico. L’incitamento a delinquere è considerato una violazione grave perché mette in pericolo la sicurezza collettiva e può sfociare in comportamenti violenti.

Il rinvio a giudizio per la protesta del 27 settembre 2025

Durante quella giornata, le forze dell’ordine hanno dovuto affrontare una serie di scontri articolati, culminati nella fuga di un attivista che ha lanciato 40 pietre contro gli agenti. L’autore di quel gesto è ora imputato anche per tentato omicidio dopo aver appiccato il fuoco a un blindato della polizia. L’accusa di tentato omicidio comporta pene più severe rispetto a semplice aggressione, poiché l’intento di uccidere è ritenuto più grave.

Le violenze successive allo sgombero di Askatasuna

Le indagini hanno poi rivelato nuovi particolari sulle aggressioni verificatesi dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Oltre al lancio di pietre, altri partecipanti avrebbero incendiato veicoli della polizia, intensificando la tensione nelle strade di Torino. Le autorità hanno identificato diversi soprannomi per gli attivisti coinvolti, tra cui la frase “facchino dell’arsenale”, usata per descrivere il comportamento di un leader del centro sociale durante la manifestazione del 31 gennaio 2026.

Il ruolo del leader al corteo del 31 gennaio 2026

Riprese video, ora rese pubbliche, mostrano il leader del centro sociale muoversi tra la folla come un “facchino dell’arsenale”, ovvero un individuo che trasporta armi e materiali pericolosi. Secondo le ricostruzioni, egli avrebbe facilitato la distribuzione di oggetti potenzialmente letali ai manifestanti, contribuendo così alla spirale di violenza. Tale comportamento, se confermato, può comportare accuse aggiuntive di assistenza a organizzazioni criminali e aggravare ulteriormente la situazione giudiziaria di Millesimo.

Le autorità torinesi continuano a monitorare la situazione, mentre gli avvocati di difesa stanno preparando le strategie per rispondere alle accuse multiple. Il risultato del processo avrà ripercussioni sia sul movimento dei centri sociali che sulla gestione delle manifestazioni nella città.

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