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Concept Malya: e-car compatta con range extender a biometano

Malya unisce design italiano, rete di biometano e sviluppo del powertrain per proporre una piccola e-car sostenibile e producendo localmente in nanofactory

Concept Malya: e-car compatta con range extender a biometano

La collaborazione tra Umberto Palermo Design, Federmetano e Reinova porta alla luce Malya, un progetto che ambisce a ridefinire il concetto di vettura per la città. L’idea si basa su un approccio integrato che combina estetica, tecnologie elettriche e soluzioni energetiche alternative, il tutto pensato per rispondere alle esigenze di spostamento in ambito urbano e suburbano. Il progetto è stato presentato in forma embrionale durante l’evento Mole Urbana tenutosi a Orbassano nel novembre 2026.

L’obiettivo dichiarato è creare un vero e proprio laboratorio nazionale di innovazione, capace di sperimentare modelli produttivi flessibili e sostenibili. I partner sottolineano il principio della neutralità tecnologica, ovvero la possibilità di adottare soluzioni energetiche diverse senza vincoli ideologici, e l’intenzione di mantenere la filiera produttiva in Italia con metodologie che privilegiano la modularità e la riduzione degli investimenti in stampi tradizionali.

Design e soluzione costruttiva

Dal punto di vista della carrozzeria e della struttura, Malya è una e-car compatta con meno di quattro metri di lunghezza ma capace di ospitare fino a cinque persone: una combinazione studiata per massimizzare spazio e funzionalità in dimensioni contenute. Per semplificare la produzione sono previsti tubi in acciaio inox per il telaio e componenti in alluminio, scelta che riduce la dipendenza da stampi complessi e permette assemblaggi più flessibili.

Approccio alla produzione

La filosofia produttiva privilegia processi adattabili a piccole linee o micro-stabilimenti: la cosiddetta nanofactory. Per nanofactory si intende un impianto di dimensioni contenute e modularità elevata, capace di realizzare veicoli su misura per mercati specifici senza le economie di scala tradizionali. Questo approccio rende la produzione più sostenibile e reattiva rispetto ai cambiamenti della domanda.

Architettura tecnologica e alimentazione

Sul piano tecnico Malya poggia su una piattaforma elettrica che può essere integrata con un range extender alimentato a biometano/metano. In questa configurazione ibrida il motore termico non è destinato alla trazione primaria quanto a fungere da generatore per la ricarica della batteria durante l’uso, affiancando la ricarica convenzionale da rete o da colonnine pubbliche. Si tratta di una soluzione pensata per estendere l’autonomia senza rinunciare all’efficienza tipica dei veicoli elettrici.

Ricarica e infrastrutture

La proposta considera la compatibilità con i sistemi di rifornimento esistenti: bioCng e gas naturale liquefatto, oltre a possibili soluzioni per il rifornimento domestico del gas. Federmetano mette a disposizione la propria rete di competenze e accesso alla rete distributiva più sviluppata d’Europa per gas naturale compresso e liquefatto, già in grado di erogare biometano 100% rinnovabile. Questo consente di immaginare scenari praticabili per chi adopera il veicolo in contesti urbani e suburbani.

Ruoli dei partner e prospettive industriali

Nel progetto ogni partner ha compiti distinti ma complementari: Umberto Palermo Design guida il concept e gli aspetti estetici, mentre Federmetano assicura competenze su infrastrutture e assistenza post-vendita per i sistemi a gas. Reinova è incaricata dello sviluppo dell’hardware e del software del powertrain elettrico con range extender, mettendo al centro know-how tecnologico e capacità di integrazione.

I vertici delle realtà coinvolte descrivono il progetto come un tentativo di riportare in Italia competenze industriali e professionalità specializzate. L’idea è dimostrare che è possibile produrre a livello nazionale automobili con un modello produttivo più agile, sostenibile e orientato a bisogni e mercati locali. L’esperimento, nato dall’esposizione a Mole Urbana, vuole essere un laboratorio pratico più che un esercizio teorico.

Guardando al futuro, Malya si propone come banco di prova per soluzioni che uniscano design italiano, infrastrutture energetiche rinnovabili e innovazione nel powertrain. Il progetto proseguirà con lo sviluppo del prototipo e la definizione delle linee di produzione su scala ridotta, con l’obiettivo di verificare sul campo la sostenibilità economica e ambientale del modello. Se riuscirà, potrà diventare un esempio replicabile per altri segmenti della mobilità leggera.

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