28 Maggio 2026 ☀ 31°

Blackout e ondate di caldo a Torino: disagi, ospedali affollati e polemiche

Caldo record e interruzioni di corrente colpiscono più quartieri di Torino: semafori spenti, ospedali con più accessi e attacchi politici sulla gestione della rete elettrica

Blackout e ondate di caldo a Torino: disagi, ospedali affollati e polemiche

Il rialzo delle temperature ha riportato Torino al centro di una nuova ondata di disservizi: numerosi blackout hanno lasciato al buio porzioni significative della città, con ripercussioni su case, attività commerciali e viabilità. La situazione è stata segnalata in particolare nelle aree della periferia nord e della precollina, dove molte famiglie hanno trovato boiler e ascensori inutilizzabili e bar senza caffè all’apertura. Sul fronte istituzionale cresce la tensione: consiglieri comunali chiedono spiegazioni su quanto sia stato fatto dopo gli annunci dello scorso anno. Nel frattempo i tecnici di Ireti sono stati mobilitati per individuare i guasti e riportare la corrente, mentre i cittadini affrontano disagi quotidiani legati a una rete sotto pressione.

Non sono soltanto i blackout a preoccupare: l’afa ha generato un aumento degli accessi ai reparti di emergenza, con un impatto evidente sui pazienti più fragili. I pronto soccorso delle principali strutture cittadine segnalano un incremento delle visite che caratterizza la fase di emergenza climatica in corso, soprattutto tra gli anziani con patologie croniche. In risposta, il Comune ha attivato misure di supporto per i più vulnerabili e ha previsto un piano estivo di assistenza domiciliare e servizi dedicati. Tutto ciò avviene in parallelo con osservazioni dell’agenzia ambientale regionale sul peggioramento della qualità dell’aria e sulle possibili conseguenze per risorse idriche e ambiente fluviale.

Dove e quando i blackout hanno colpito

Le interruzioni di corrente si sono registrate a macchia di leopardo, interessando quartieri come Barca, Bertolla, Rebaudengo, Barriera di Milano, Madonna di Campagna e Lucento, oltre alle zone della Gran Madre, Borgo Crimea e Madonna del Pilone. In alcune strade la luce è mancata già nelle prime ore della mattina, con segnalazioni che parlano di blackout iniziati intorno alle 5.40 nella zona di strada San Mauro e altri episodi rilevati attorno alle 6 in corso Vercelli. In alcuni punti della precollina i disservizi sono cominciati in nottata con differenze di orario legate alle diverse linee elettriche, rendendo complessa la mappatura immediata dei guasti.

Impatto sulla mobilità e interventi tecnici

Oltre alle abitazioni e alle attività commerciali, sono saltati impianti pubblici fondamentali: numerosi semafori sono rimasti spenti alla Gran Madre e in Borgo Crimea, provocando rallentamenti e situazioni di pericolo nel traffico. Il blocco degli ascensori ha creato difficoltà agli utenti dei palazzi, mentre bar e negozi hanno subito perdite temporanee. I tecnici di Ireti sono intervenuti con squadre sul territorio per riparare i guasti, ma la circostanza ha messo in evidenza la fragilità di una rete che in caso di picchi di consumo mostra limiti evidenti. Per gli operatori la priorità resta il ripristino rapido del servizio e l’individuazione delle cause alla base dei sovraccarichi.

Pressione sugli ospedali e misure di protezione per gli anziani

L’altra faccia dell’emergenza è sanitaria: i reparti di emergenza degli ospedali cittadini hanno registrato un aumento degli accessi riconducibili alle condizioni climatiche. Alle Molinette la media giornaliera di ingressi è salita a 215, con un incremento stimato del 10% rispetto alle settimane precedenti; al Mauriziano si è osservato un incremento del 20% in alcuni giorni; al Maria Vittoria, su 201 pazienti visitati in un turno, 114 erano over 70, pari al 57% del totale. Questi numeri fotografano l’incidenza del caldo su persone con più patologie e la necessità di rafforzare la rete di assistenza territoriale.

Centri climatizzati e Piano Estate 2026

Per cercare sollievo e prevenire crisi legate al caldo, il Comune ha predisposto 19 centri climatizzati dislocati in città, spazi circoscrizionali dotati di climatizzazione o ventilazione per accogliere le persone più vulnerabili. Dal 1° giugno entrerà in vigore il Piano Estate 2026, che prevede monitoraggio, assistenza domiciliare e la consegna di spesa e farmaci per chi è più fragile; il Servizio Aiuto Anziani è raggiungibile al numero 011.01133333. Questi strumenti mirano a ridurre la pressione sugli ospedali e a proteggere chi è maggiormente esposto alle ondate di calore.

Allerta ambientale e conseguenze sul territorio

L’Arpa ha certificato temperature eccezionali per il periodo, con punte percepite che hanno raggiunto i 37 gradi, e ha lanciato allerta per livelli elevati di ozono; l’agenzia segnala inoltre il possibile impatto sulle risorse idriche se la situazione dovesse protrarsi. Sulle sponde del Po è stata osservata in anticipo la diffusione della pianta acquatica invasiva Elodea nuttallii, un fenomeno che modifica l’ecosistema fluviale e rappresenta un problema anche per le attività sportive e per la gestione dei rifiuti galleggianti. In montagna la neve residua è diminuita, con ricadute sui deflussi e sulle disponibilità idriche a breve termine.

Reazioni politiche e richieste di chiarimento

Dal fronte politico locale arrivano critiche sull’assenza di prevenzione: Pierlucio Firrao, vicecapogruppo di Torino Bellissima in Consiglio comunale, ha definito la situazione «grave e ampiamente prevedibile», ricordando che lo scorso anno erano stati annunciati interventi che non sembrano aver evitato il ripetersi dei blackout. Firrao ha annunciato che chiederà spiegazioni in Consiglio per capire quali misure siano state effettivamente avviate e perché la città risulti ancora vulnerabile al primo vero innalzamento delle temperature. La richiesta di chiarimenti punta a ottenere maggior chiarezza su piani di prevenzione e investimenti nella rete elettrica.

In assenza di upgrade strutturali alla rete e di piani di prevenzione adeguati, la combinazione di caldo estremo, blackout ricorrenti e aumento degli accessi sanitari ribadisce la necessità di interventi coordinati su infrastrutture, servizi sociali e tutela ambientale. Le prossime mosse delle istituzioni e la capacità di attuare le misure annunciate saranno determinanti per evitare il ripetersi di scenari critici e per proteggere le fasce più deboli della popolazione.

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